Arabia Saudita Zoom

Da Spinoza a Raif Badawi

Di Chedly Mamoghli. Al Huffington Post Maghreb (19/01/2015). Traduzione e sintesi di Cristina Gulfi

Baruch Spinoza è stato un filosofo ebreo olandese, originario di una famiglia marrana. ‘Marranesimo’ è un termine che si riferisce agli ebrei della penisola iberica convertiti al cattolicesimo con la forza, ma che continuavano a praticare l’ebraismo in segreto.

Molti di loro fuggirono in Olanda, dove potevano professare liberamente la loro religione. All’epoca non erano ancora i Paesi Bassi, ma la Repubblica delle Province Unite. Mentre la Francia di Voltaire rivendica la libertà d’espressione, infatti, l’Olanda era da molto prima una terra di tolleranza e di libertà di coscienza.

Spinoza ricevette un’educazione religiosa, imparò l’ebraico, studio il Talmud ed era destinato a diventare rabbino. Tuttavia l’incontro con i liberali cambiò la sua vocazione: si allontanò dalla religione, ne denunciò pregiudizi e superstizioni e mise in dubbio tutti i dogmi dell’ebraismo, provocando l’ira dei correligionari fanatici.

Una sera, uno di loro lo pugnalò per le strade di Amsterdam. Spinoza sopravvisse, ma il 27 luglio 1656 fu colpito da herem, la scomunica ebraica. Così se ne andò in esilio a Leida, dove approfondì gli studi filosofici e scrisse alcune delle sue opere.

Riguardo al caso di Raif Badawi, fare un parallelo con Spinoza sarebbe sbagliato, perché il giovane liberale saudita non ha attaccato i dogmi dell’islam, né ha sottoposto il Corano ad una propria esegesi. Ha solo espresso un’opinione politica e non religiosa. Ma dal momento che nel regno wahabita i confini tra religione e politica sono inestricabili, possiamo sbagliarci.

In realtà, Raif Badawi ha semplicemente espresso un’opinione allorché ha criticato la polizia religiosa saudita, braccio repressivo del regime wahabita: la sinistra Commissione per la promozione della virtù e la prevenzione del vizio. Agli occhi del regime, ha toccato l’intoccabile. Ma per macchiarlo e montare l’opinione pubblica contro di lui, è stato falsamente accusato di attaccare l’islam e il profeta. In Arabia Saudita, infatti, i liberali sono demonizzati e additati come nemici della religione.

Ciononostante, non si può negare che ai suoi tempi Spinoza fu un liberale. Difese il diritto assoluto di pensiero e chiese la limitazione del potere dello Stato. Fu un precursore della filosofia liberale, sebbene sia John Locke ad essere considerato il padre del liberalismo. Quanto a Raif Badawi, è un vero liberale che si batte per le libertà e denuncia una monarchia assoluta di un’altra epoca.

La venerazione è ipocrisia, perché spesso alla persona venerata vengono attribuite qualità che non ha. Eppure Raif Badawi è un vero eroe che dà prova di coraggio e stoicismo, che resiste con grande dignità al dolore e alle avversità. È un giovane uomo che ha compiuto 31 anni il 13 gennaio scorso e che sfida una monarchia assoluta e liberticida. Per questo merita il più grande rispetto e ammirazione.

Chedly Mamoghli è studente di Diritto Pubblico presso la Facoltà di Scienze Giuridiche, Politiche e Sociali dell’Università di Cartagine. Si interessa di affari nazionali e relazioni internazionali.

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