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Cos’ha fatto davvero la Lega Araba per gli arabi?

Lega Araba
Ci sono timori di un probabile scioglimento dell'organizzazione, che di fatto però ha da tempo perso il suo ruolo.

Di Motasem A Dalloul. Middle East Monitori (22/02/2017). Traduzione e sintesi di Roberta Papaleo.

Recentemente, alcuni rapporti hanno constatato che la Lega Araba soffre di una grave crisi finanziaria che potrebbe costringere l’organizzazione a spostare la sua sede dal Cairo a Dubai, in modo che il governo degli Emirati possa pagare i conti. Alcuni diplomatici hanno dichiarato che la Lega ha perso la sua funzione e il Segretario Generale, Ahmed Abul-Gheit, teme che possa essere sciolta. In fin dei conti, cos’ha mai fatto la Lega Araba in generale per gli arabi e per in particolari per i palestinesi?

Nata nel 1945 e composta da 22 Stati membri, la Lega Araba è il principale organo rappresentativo della regione. L’articolo 2 dello Statuto sancisce come scopo dell’organizzazione quello della “stretta cooperazione” in una vasta gamma di ambiti, dall’economia alla finanza, fino alla cultura, le comunicazioni, i passaporti e i visti e le questioni sociali e sanitarie. In base all’articolo 3, poi, il Consiglio della Lega “decide le modalità di cooperazione con gli enti internazionali [..] per garantire la sicurezza e la pace e regolare le relazioni economiche e sociali”.

Considerati questi due articoli, viene giustamente da chiedersi cosa stava facendo la Lega Araba mentre i suoi Stati membri si facevano la guerra. Volendo essere buoni, possiamo dire che la Lega non è mai stata preparata a problemi di tale portata. E per quanto riguarda la questione palestinese, alla quale la Lega ha riservato una particolare sezione all’interno dello Statuto? “L’indipendenza e l’esistenza (della Palestina) non possono essere messe in discussione, così come per tutti gli altri Paesi arabi”, recita lo Statuto.

Quando David Ben-Gurion ha annunciato l’istituzione dello Stato di Israele nel maggio del 1948, la Lega Araba ha rilasciato un comunicato nel quale sottolineava che “la Palestina è un Paese arabo” e che “solo i palestinesi devono avere il diritto di determinare il loro futuro”. Tuttavia, gli Stati membri non sono mai riusciti a fermare il progetto sionista e la Lega non si è mai mossa per liberare neanche un metro quadrato dei territori della Palestina storica, che fa parte dell’organizzazione.

Nel 2002, la Lega Araba ha adottato all’unanimità l’Iniziativa di Pace Saudita, che riconosceva Israele come Stato sovrano. Praticamente, questo significa che il 78% dei territori palestinesi storici occupati sin dal 1948 non è più riconosciuta dai membri come parte della Palestina e che gli abitanti di quei territori non hanno più il diritto a tornare nella loro terra. Questo è l’impatto devastante del riconoscimento di Israele da parte della Lega Araba e dei suoi membri.

Ad ogni modo, negli ultimi anni la Lega Araba non è stata capace di aiutare i palestinesi, soprattutto quelli di Gaza. Nonostante il fatto che alcuni Stati membri abbiano fornito un sostegno cruciale a livello individuale, l’organizzazione in sé non ha contribuito in alcun modo alla ricostruzione. La Lega non è nemmeno riuscita a fare pressione sul governo del Cairo affinché aprisse le frontiere, anche solo per scopi umanitari. E questo nonostante le norme dello Statuto.

Perché, allora, dovremmo preoccuparci di aiutare un’organizzazione che chiaramente è in bancarotta non solo in termini finanziari, ma anche giuridici e morali? Staremmo meglio senza. La Lega Araba è un totale fallimento che esiste per sopprimere, e non per sostenere, gli arabi. Così, senza uno scopo concreto, non credo che mancherà a nessuno.

Motasem A Dalloul è un giornalista e corrispondente di Middle East Monitor dalla Striscia di Gaza.

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