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Cosa vogliono i musulmani in un nuovo papa

La Mecca

musulmanidi Omar Sacirbey (Religious News Service – RNS 11/03/2013). Traduzione e sintesi di Claudia Avolio.

Insieme, Islam e Cattolicesimo rappresentano circa il 40 percento della popolazione mondiale. Dunque gli 1,6 miliardi stimati di musulmani nel mondo hanno più che un interesse passeggero per il nuovo papa che guiderà gli 1,2 miliardi di cattolici. Troppo spesso i rapporti tra i due gruppi sono stati plasmati dal conflitto – le Crociate cristiane di 1000 anni fa sono ancora una ferita viva per molti musulmani, e più di recente gli attacchi di musulmani estremisti ai danni di comunità cristiane in Africa e in Medio Oriente hanno preoccupato seriamente il Vaticano. “Ciò che il papa dice o non dice può avere enormi conseguenze su questi rapporti,” ha detto l’imam Feisal Abdul Rauf, fondatore della Cordoba Initiative, un’organizzazione dedicata a migliorare i rapporti tra musulmani ed occidente, e fondatore anche della controversa “moschea Ground Zero” di New York.

Dal discorso di Benedetto XVI del 2006 all’università di Regensburg (Germania), che scatenò un’ondata di gravi proteste in molti Paesi islamici, e dall’opposizione del Vaticano verso l’ingresso della Turchia nell’Unione Europea, Ratzinger ha compiuto numerosi viaggi nei Paesi islamici, Turchia inclusa, riparando in parte al danno. Molti musulmani hanno promosso a pieni voti i suoi sforzi in tal senso. Sono in molti a sperare che, invece, il successore di Ratzinger possa essere più simile a Giovanni Paolo II. Alcuni musulmani ritengono che un papa africano o asiatico – dove musulmani e cristiani convivono in condizioni a volte suscettibili – farebbe bene ai rapporti tra i due gruppi. Chris van Gorder, esperto in relazioni musulmano-cristiane alla Baylor University di Waco, Texas, ha citato tre possibili candidati alla carica papale con un’esperienza di Islam molto avanzata.

Il cardinal Angelo Scola (71 anni, Milano), ha fondato l’organizzazione Oasis, pensata per promuovere il dialogo tra i due gruppi. Ha inoltre discusso e scritto ampiamente sul bisogno di musulmani e cristiani di confrontarsi reciprocamente col secolarismo e le questioni di giustizia sociale. Il cardinal Francis Arinze (80 anni, Nigeria) è stato “una luce-guida in Vaticano nel promuovere il rispetto per i musulmani,” dice van Gorden, “Ma avendo 80 anni, non è molto probabile che divenga papa”. Il cardinal Peter Turkson (64 anni, Ghana), aveva uno zio paterno che era musulmano. Come presidente del Pontificio Consiglio per la Giustizia e la Pace, ricorda van Garder, ha “sostenuto musulmani e cristiani affinché lavorassero insieme per promuovere una società più morale e civile”.

Un appuntamento cruciale sarà l’incarico conferito dal papa a qualcuno che lo consigli sul dialogo interreligioso. Fitzgerald venne sostituito dal cardinale francese Paul Poupard, restato in quel ruolo fino al settembre 2007, quando gli subentrò l’attuale prefetto, il cardinal Jean-Louis Tauran. Lo scorso luglio, Benedetto XVI ha nominato un altro esperto di Islam, il rev. Miguel Ayuso Guixot, come seconda persona al servizio delle questioni interreligiose. Il rev. Patrick J. Ryan, prete gesuita e professore di religione e società alla Fordham University, New York, lo ha definito “un uomo di grandi capacità” il cui nome “è da tenere in considerazione: sarà molto influente”.

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Claudia Avolio

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