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Cosa dirà Khamenei all’Iran per il 36° anniversario della Repubblica?

Di Camelia Entekhabi-Fard. Al-Arabiya (09/02/2015). Traduzione e sintesi di Roberta Papaleo.

Ali Kahmenei
Ali Kahmenei

A pochi giorni dal 36° anniversario della Repubblica Islamica dell’11 febbraio, la Guida Suprema dell’Iran, l’ayatollah Ali Khamenei, sta preparando l’opinione pubblica a un possibile accordo con l’Occidente. Nei suo ultimi discorsi e tweet, di fatti, ha mostrato una certa flessibilità nei confronti di un eventuale accordo con gli Stati Uniti e le altre potenze mondiali.

Mentre Iran e USA, i due attori principali dei negoziati sul programma nucleare iraniano, si stanno impegnando davvero per trovare un accordo, la propaganda e la manipolazione delle fazioni opposte giocano anch’esse un ruolo significativo. Tuttavia, nonostante un accordo sul nucleare incontrerebbe diversi ostacoli in Iran, è chiaro a tutti che è Khamenei ad avere l’ultima parola: in caso accettasse, nessuno potrebbe sfidare o minare la sua decisione.

“Per raggiungere un accordo, l’Iran ha fermato le operazioni di arricchimento negli impianti di Arak e Fordow, ma gli altri continuano a chiedere concessioni”, ha scritto Khamenei domenica scorsa sul suo account Twitter. Del resto, la flessibilità viene ormai avvertita da entrambe le parti, con il segretario di Stato americano John Kerry che [in occasione della conferenza internazionale sulla sicurezza a Monaco, ndt] ha fatto riferimento al caso iraniano in maniera molto breve e ha evitato di discutere della questione nucleare o di fare pressione sui leader in pubblico.

La battaglia per dare più spazio all’Iran in seno alla comunità internazionale, dunque, continua. Di certo, i cambiamenti non possono essere fatti senza incontrare ostacoli e quando l’accordo tra le due vecchie nazioni nemiche verrà siglato il governo di Teheran dovrà prepararsi a nuovi e ulteriori cambiamenti.

Khamenei appoggia i suoi funzionari, ma si oppone alla soluzione dell’accordo in due fasi, oltre a chiedere il sollevamento delle sanzioni non appena raggiunta un’intesa. L’accordo in due fasi, spesso menzionato tanto dai negoziatori iraniani che statunitensi, prevedrebbe un primo accordo politico entro la fine di marzo e poi un accordo comprensivo prima della scadenza del 1° luglio.

Tuttavia, la Guida Suprema vorrebbe siglare l’accordo in una soluzione unica. La sua proposta è scaltra, in quanto, a cose fatte, non ci sarebbe poi molto spazio per dissentire, mentre l’accordo in due fasi potrebbe permettere agli oppositori di minare i negoziati.

Gli iraniani sono ansiosi di sentire cosa avrà da dire Khamenei nel giorno dell’anniversario della rivoluzione in merito ai negoziati sul nucleare a alle prospettive di un futuro migliore, libero da sanzioni o minacce militari da parte degli Stati Uniti e dei suoi alleati.

Camelia Entekhabi-Fard è una giornalista e commentatrice cresciuta durante la rivoluzione iraniana.

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Roberta Papaleo

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