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Cosa ci fa Gaudí…a Tangeri?

Gaudí a Tangeri

Le potenze europee costruiscono scuole, ospedali, uffici postali, linee telefoniche, chiese, istituiscono in modo decisivo la burocrazia e l’urbanistica della città moderna. Si stabiliscono a Tangeri, la porta europea dell’Africa.

Una sola fotografia, dal profumo francescano, riporta Anton Gaudí in questa realtà ricca di fermento, affascinante per tanti artisti e poeti dell’epoca e ci permette, oggi, di immaginare qualcosa che, per ragioni come la foto un po’ sfocate, non si realizzerà mai.

Missione Cattolica francescana
Progetto della Missione Cattolica Francescana

L’immagine fu trovata nel febbraio del 1991, in un Album ispano-marocchino (edito in Barcellona nel 1897), da padre Ramón Lourido. “Nel 1991, l’urbanista tangerino Mustafa Akalay Nasser fu informato dal padre Lourido e dal direttore della biblioteca spagnola di Tangeri don Jaime Bover, del ritrovamento dell’album ispano-marocchino. Padre Lourido stava parlando della perdita del progetto originale gaudiano con suor Juana Echeverría, la quale gli disse di avere in casa un libro con delle foto inerenti il progetto e gliele mostrò. Padre Lourido allora si ricordò dell’esistenza di vari esemplari dell’album nella biblioteca della missione. Il libro, scritto da Juan Menéndez Pidal, conteneva una fotografia del disegno di Gaudí. Bisogna notare che l’album, di cui si stamparono 1.149 esemplari, fu ignorato per ben 94 anni dai ricercatori gaudiniani. Mustafa Akalay Nasser pubblicò la foto insieme a un testo intitolato Gaudí il tangerino, un progetto inedito: le missioni francescane in Marocco pubblicato nel n° 16 della rivista Aldaba, Melilla 1991, e identico a un altro apparso nella rivista Kasbah n° 2 dell’Istituto spagnolo di Tangeri, 1991.

Eccezion fatta per alcuni ricercatori e saggisti di Gaudí, quasi tutti ignorano che l’eccentrico architetto tra il 1892 e il 1893 progettò un formidabile complesso architettonico all’ingresso dell’Africa: la Missione Cattolica Francescana.

 

Tangeri e il progetto della Missione ebbero una grande importanza nell’opera successiva di Gaudí e nella formulazione di uno stile personale e naturalista che caratterizzerà la tappa matura dell’architetto, distaccata già dallo storicismo delle prime opere e dal modernismo che avrebbe trionfato poi nella società catalana.

“In tutta convinzione (Gaudí) dice che non si deve andare a cercare la bellezza e l’arte al nord; queste si incontrano nel Mediterraneo, dalle cui rive, Egitto, Siria, Grecia, Roma, Spagna, Nord Africa, sono nate tutte le opere d’arte” (Totukoshi Torï: Il mondo enigmatico di Gaudí, Instituto de España, Madrid, 1983).

Qui puoi approfondire la Storia della Missione Cattolica Francescana.

 

Da Tangeri, tra mito e realtà.

Emanuela Barbieri


Emanuela Barbieri

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