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Confine Egitto-Sudan: il nuovo ostacolo nelle trattative sulla Renaissance Dam?

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Di Walaa Hussein. Al-Monitor (08/05/2016). Traduzione e sintesi di Angela Ilaria Antoniello.

Si teme che la disputa su Halayeb e Shalateen, una piccola regione di confine rivendicata sia dal Cairo che da Khartum, getterà un’ombra sul coordinamento egiziano-sudanese dei negoziati sulla Grand Ethiopian Renaissance Dam tra i due paesi e l’Etiopia.

Il 18 aprile scorso, in un’intervista, il presidente sudanese Omar al-Bashir ha detto che la diga beneficerà sia al Sudan che all’Etiopia. I media egiziani hanno visto riflessa in questa dichiarazione la crescente crisi sul triangolo di Halayeb tra il Cairo e Khartoum. Le osservazioni di Bashir sono arrivate poche ore dopo la richiesta ufficiale da parte del Sudan di negoziati diretti con l’Egitto per risolvere la crisi, un po’ come ha fatto l’Arabia Saudita con le isole Tiran e Sanafir o tramite arbitrato internazionale. Ma il Cairo ha respinto la richiesta.

Sembra che l’Egitto tema che la crisi di Halayeb e Shalateen con il Sudan possa degenerare in un nuovo ostacolo nei negoziati sulla diga tra i tre paesi, cosa che di fatto, secondo la fonte di Al-Monitor, sarebbe già accaduta diverse volte in passato. A febbraio c’era stata tensione durante l’incontro della commissione tripartita a Khartoum tra le delegazioni egiziane e sudanesi. L’Egitto aveva contestato le mappe fornite dalle società francesi che conducono degli studi sul confine tra Egitto e Sudan, poiché mostravano la zona contestata di Halayeb e Shalateen sul lato sudanese del confine.

L’ambasciatore Mona Omar, che è anche l’ex vice ministro degli Esteri per gli Affari Africani, ha detto che le osservazioni del presidente sudanese dimostrano che la posizione del Sudan nei negoziati sulla diga è completamente diversa da quella egiziana. Samir Ghattas, un membro del parlamento egiziano e capo del Middle East Forum for Strategic Studies, suppone che il Sudan userà la questione Halayeb e Shalateen per fare pressione sull’Egitto nei negoziati sulla diga.

Da parte sua, Hani Raslan, capo dell’Unità di Studi sul bacino del Nilo presso il Centro di Studi Politici e Strategici Al-Ahram sostiene che il Sudan userà la crisi di Halayeb come pretesto per giustificare un’alleanza aperta con l’Etiopia contro l’Egitto. Raslan ha detto che Khartoum ha cercato di nascondere l’alleanza sudanese-etiope facendo dichiarazioni contraddittorie, fingendo di mediare tra l’Egitto e l’Etiopia o proclamandosi indipendente.

Sui negoziati, una fonte del governo ha sottolineato che la recente visita del ministro egiziano dell’Irrigazione, Mohamed Abdel Ati, in Sudan e Etiopia ha portato ad un accordo per riprendere il lavoro della Commissione tripartita e firmare contratti con le due società francesi per finalizzare rapidamente i loro studi che determinano effetti negativi della diga.

Raslan ha detto che probabilmente i contratti saranno firmati nonostante le riserve egiziane su come sono stati condotti gli studi. Questo potrebbe causare il crollo della posizione negoziale egiziana e un grande fallimento. Di volta in volta, in passato, Khartoum ha negato le accuse che la volevano schierata con l’Etiopia a causa della controversia su Halayeb. L’Egitto ha usato questa negazione nel tentativo di trovare un alleato nei negoziati, ma sembra che le cose stiano cambiando dopo il confronto diretto su Halayeb e Shalateen tra i ministeri degli Esteri egiziano e sudanese.

Walaa Hussein, esperta di affari africani, è redattrice capo della divisione notizie parlamentare di Rose al-Yusuf.

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Roberta Papaleo

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