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“Ciò che è strano non uccide”: i racconti di M’barek Housni

Elaph (17/06/2012). La casa editrice internazionale di Casablanca ha pubblicato il nuovo libro di M’barek Housni. Si tratta di una raccolta di racconti che comprende 14 storie. Ecco in anteprima i titoli della raccolta:

 

“Attesa”
“Aspettando Godot”

 

“Ecco il muro che cresce”

 

“La statua che ride per la via all’Eliseo”

 

“Il cappello di Kafka”

 

“L’ultimo giorno di Hammadi Bouzekri”

 

“Il desiderio e l’eco”

 

“Visioni in libertà”

 

“Distrazione della lettura”

 

“Un insetto insignificante”

 

“L’intrigo del signore elegante”

 

“Versi poetici di una domenica”

 

“Bianco e nero”

 

“L’uomo col cappotto”

 

La composizione dell’opera è dominata dal tema dell’eccentricità come attitudine di fronte alle cose e al mondo, che porta ad assumere atteggiamenti ambigui ed inquietanti. Tale meccanismo ha però un significato, ed è in fondo buono, nel suo cercare di portare chi lo vive verso la verità e l’esistenza, non altro. Questo si lega in modo molto forte alla solitudine come condizione dell’essere umano in mezzo a una moltitudine. Non c’è limite né rinuncia al diritto di essere creativi contro l’omologazione, la dipendenza e l’accettazione di lasciare calme le acque attraverso cui passiamo. La composizione dei racconti è variegata: alcuni di essi sono nati in arabo, e sono stati poi tutti riscritti nella lingua di Molière. L’autore infatti ha preferito un approccio diretto alla lingua francese, optando per una riscrittura di sana pianta piuttosto che una semplice traduzione. Alcuni degli altri racconti sono nati sin dall’inizio in francese. La lingua usata è espressione ed eco dei viaggi intrapresi dall’autore.


Claudia Avolio

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