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Chi era Rachid Taha, idolo rock del Magreb

Rachid Taha è morto il 12 settembre a 59 anni in seguito a una crisi cardiaca.

Pioniere nella contaminazione della musica rock, punk e techno con i ritmi popolari nordafricani. Damon Alban, Robert Plant, Brian Eno, Mick Jones: sono solo alcuni dei nomi di cui Rachid Taha godeva la stima.

Rachid era nato a Sig, nei pressi di Orano, Algeria, ed è cresciuto ascoltando musica chaabi (popolare). All’età di 10 anni si trasferisce in Francia con la famiglia, il padre trova impiego in una fabbrica tessile e ben presto il giovane Rachid trova nella poesia e nella musica i canali di espressione del suo malcontento di immigrato.

La sua prima band, a Lione, si chiama Carte de séjour (Permesso di soggiorno) e rappresenta la voce di protesta di un pubblico nord africano che, attraverso i ritmi popolari della tradizione araba, magrebina in particolare, critica la situazione lavorativa svantaggiata dei nordafricani francesi.

Il successo si fa tuttavia aspettare. Nel 1989, spostatosi a Parigi per avviare una carriera solista, Rachid Taha pubblica il primo album “Barbès”, prodotto da Don Was, il quale aveva già lavorato con i Rolling Stones, ma il progetto non funzionò.

È il 1993 quando il britannico Steve Hagger produce l’album “Rachid Taha” e finalmente il successo arriva e vede il cantautore sulla cresta dell’onda per oltre un ventennio.

Nel 1999 esce Diwan, una selezione di cover da Algeria, Marocco ed Egitto, che vede l’utilizzo di strumenti musicali della tradizione insieme a quelli elettrici e include la sua versione di “Ya Rayah” , uno dei suoi più grandi successi internazionali. .

1998 è datato il concerto di musica raï 1, 2, 3 soleils insieme alle star Khaled e Faudel, accompagnati da un’orchestra venuta direttamente dall’Egitto per esibirsi al Bercy Stadium di Parigi, primo evento del genere ad avere una forte copertura mediatica in Francia.

Sebbene alcuni lo descrivano oggi come “made in France”, Rachid Taha si sarebbe detto piuttosto “Made in Medina”, nome dell’album del 2001, fusione di chaabi-punk-pop con musicisti da New Orleans ed Egitto.

Del 2004 è il famoso brano Rock El Casbah, chiaro richiamo all’omonimo classico dei Clash, nell’album “Tékitoi”, che registra anche una collaborazione con Brian Eno.

Nel 2013 esce “Zoom”. Prodotto da Justin Adams, include la chitarra di Mick Jones dei Clash e la versione nord africana di “Now or Never  di Elvis Presley.

Grazie al suo approccio musicale, Taha divenne membro dell’Africa Express, un progetto cofondato da Damon Albarn che spinge i musicisti africani e occidentali a collaborare .

Nel 2016 Taha ha ricevuto il prestigioso premio francese Victoire de la Musique.

Nonostante soffrisse di una forma di distrofia muscolare ha continuato sempre a lavorare e l’ultimo album, concluso di recente, è previsto in uscita per il 2019.

Rachid lascia la compagna di vita Véronique Pré e la loro figlia, Lyes.


Emanuela Barbieri

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