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Che ruolo diamo all’istruzione?

zoom educazione egitto silviaDi Farida Makar. Mada Masr  (19/12/2013). Traduzione e sintesi di Silvia Di Cesare.

Siamo di nuovo entrati in un fase di analisi e sezionamento della nuova bozza costituzionale. Proprio come l’anno scorso, essa è accompagnata dal freddo e da accesi dibattiti. In quest’analisi scrupolosa poca attenzione però è stata prestata agli articoli dedicati all’istruzione. I pochi che si sono avventurati nell’argomento hanno elogiato gli articoli sul tema e il ruolo che viene attribuito all’istruzione nel costruire la giustizie sociale.

Se la si compara con la passata bozza costituzionale, in questa ci sono sicuramente degli sviluppi positivi. L’articolo 19, ad esempio, obbliga lo Stato a destinare non meno del 4% del PIL all’educazione di base. Inoltre, sarà obbligatorio per il ministero dell’Istruzione e per tutte le altre istituzioni che si occupano dell’educazione l’elaborazione programmi specifici e completi per i fondi stanziati.

Un altro passo avanti della nuova bozza costituzionale è rappresentato dall’articolo 22, che sottolinea l’importanza e la centralità del ruolo dell’insegnante e sostiene la valorizzazione intellettuale, culturale, professionale ed economica dei docenti. Questo articolo rappresenta una vittoria dei movimenti degli insegnanti che si sono battuti sulla questione degli stipendi bassi, della mancanza di formazione e di riconoscimento.

Tuttavia, leggendo l’articolo 19, ci viene da chiederci se l’uso di espressioni come “il carattere egiziano” o “la preservazione dell’identità nazionale” risolva il problema dell’istruzione o se invece apra alla discriminazione contro il patrimonio culturale egiziano e la diversità all’interno delle scuole.

L’affermazione che lo scopo dell’istruzione è “costruire il carattere egiziano” e preservare “l’identità nazionale”, ci lascia con più domande che risposte. Unito ad altri articoli della bozza costituzionale che impongono l’arabo, la storia nazionale e l’istruzione religiosa come materie obbligatorie, ci viene da chiederci quali saranno le implicazioni a lungo termine di questi provvedimenti.

Esiste una cosa come l’identità nazionale? Cosa ci dice la Costituzione rispetto all’uso delle altre lingue, come quella nubiana? Qual è secondo la Costituzione il carattere egiziano?

Non c’è dubbio che l’istruzione egiziana possa essere migliorata se fosse finanziata adeguatamente e se gli insegnanti fossero formati. Prima di tutto, però, cerchiamo di liberarci dai vincoli presenti nel nostro sistema di istruzione. L’istruzione è un processo dinamico, divertente, globale, ampio ed impegnativo. Non dobbiamo ridurlo ad una serie di obiettivi, per quanto ben intenzionati possano essere.

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Roberta Papaleo

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