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Che c’entra il Piccolo Principe con il Marocco?

Discendere il Marocco verso sud seguendo la costa atlantica è un’esperienza silenziosa, dilatata, indimenticabile senz’altro. Lo spazio appare sempre più vasto e tra il deserto da un lato e le rocce a picco sull’oceano dall’altro una sola è la strada percorribile: quella che a un certo punto incontra la piccola città di Tarfaya.

Probabilmente Tarfaya sarebbe rimasta una cittadina di pescatori sconosciuta o quasi se non fosse stato per un pilota francese che, nel 1927, venne nominato direttore di un piccolo aeroporto che fungeva da collegamento aereo postale tra Tolosa e Dakar, tra la Francia e le colonie africane. L’aviatore si chiamava Antoine de Saint-Exupéry e la compagnia aerea Aéropostale. Qui il famoso scrittore soggiornò circa 18 mesi, durante i quali scrisse il suo primo libro, Courrier Sud, ed entrò in contatto con il deserto che avrebbe poi fatto da sfondo al Piccolo Principe.

Oggi a Tarfaya, vicino alla pista dello scalo e alla spiaggia, c’è un modesto museo in memoria di Aéropostale, di Saint-Exupéry e dei suoi piloti, oltre che un piccolo aereo, monumento dedicato al pilota che ha fatto, fa e ancora farà sognare adulti e bambini.

Nei pressi di Tarfaya è stato inoltre stabilito e inaugurato nel 2014 il più grande impianto per energia eolica d’Africa, che rende il Marocco uno tra i leader nel settore delle energie rinnovabili.

 


Emanuela Barbieri

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