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C’è sempre speranza: l’arte di Bansky per la Siria

Articolo di Giusy Regina

Sono passati tre anni dall’inizio del conflitto in Siria e oltre centomila uomini, donne e bambini sono stati uccisi. Bansky, l’artista e street artist inglese (noi lo chiameremmo graffitista) ha deciso di usare la sua arte rivisitata proprio per ricordare questa guerra.

Il 13 marzo scorso infatti, la sua famosissima Balloon Girl è diventata una profuga siriana ed è stata riprodotta in moltissime piazze e su moltissimi monumenti di città europee che hanno così sostenuto la campagna e la Siria: Trafalgar Square a Londra e la Tour Eiffel a Parigi sono solo due esempi. Striscioni, manifestazioni, foto: il sostegno di tantissime persone si è materializzato portando questa immagine per gridare “noi stiamo con la Siria”.

La “campagna artistica” esplode immediatamente sui social networks con l’hashtag #WithSyria e la sua famosissima bambina col palloncino rosso a forma di cuore diventa un simbolo inconfondibile.

La sua diffusione, promossa da una coalizione di organizzazioni di tutto il mondo, tra cui Amnesty International, Oxfam e Reporter Senza Frontiere, sta avendo un’eco mondiale. “Dopo tre anni dall’inizio della crisi siriana, dobbiamo mostrare alla Siria che il mondo non l’ha dimenticata”, è questo il messaggio.

Sul sito di Bansky si legge anche: “Il 6 marzo 2011 nella città di Daraa 15 bambini sono stati arrestati e torturati per aver disegnato su un muro dei graffiti contro il regime… Le proteste si sono trasformate in una guerra civile che ha costretto 9,3 milioni di persone ad abbandonare le loro case”.

Ed in men che non si dica, la Ballon Girl ha preso vita anche come protagonista di un corto d’animazione, con la voce narrante dell’attore britannico Idris Elba e la musica esclusiva degli Elbow. Un capolavoro.

Nel video la bambina prende in mano un palloncino rosso ed inizia a volare su nel cielo; intanto altri palloncini si avvicinano ad altri bambini e donne che, afferrandoli, vengono portati insieme in alto, lontano. Il video inizia e conclude con la scritta (prima in arabo e poi in inglese) There is always hope – c’è sempre speranza.

C’è sempre speranza.

 

 


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