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Cancro al seno: il programma di prevenzione dell’Arabia Saudita

Zoom 11 nov CancroDi Maha Akeel. Asharq al-Awsat. (03/11/2013). Traduzione e sintesi di Serena Altamura.

Il mese di ottobre è stato scelto come il mese mondiale per la prevenzione del cancro al seno. Nella città di New York, tutte le donne, comprese quelle incinte, hanno indossato un nastro rosa, lo stesso che è stato anche esposto in tutti i luoghi pubblici frequentati principalmente da donne, come centri commerciali, scuole e ristoranti.

Alcuni negozi e brand di fama internazionale hanno lanciato delle campagne volte a sensibilizzare la gente sul problema del cancro al seno, così come hanno fatto altre organizzazioni che hanno pensato delle attività ludico-ricreative aperte a tutti con lo scopo di rendere partecipe l’opinione pubblica mondiale su questo delicato tema.

In Arabia Saudita è aumentata l’attenzione verso questa malattia e verso le altre forme di cancro, benché il Paese registri un basso tasso di donne colpite dal tumore al seno: solo 18 donne saudite su 100.000 sono colpite da cancro, in raffronto ai 120 casi su 100.000 negli Stati Uniti.

Nonostante ciò, l’attività svolta dagli enti di ricerca e beneficenza è fondamentale, in quanto informa le donne sull’importanza dei controlli preventivi e su cosa fare per cercare di evitare il tumore al seno. Particolare menzione meritano il centro saudita Shaykh Muhammad Husayn e il centro dell’università saudita Re Abdallah Aziz di Gedda per aver reso noti al Paese quali sono i fattori di rischio del cancro: la genetica, il quadro sanitario, l’età, l’obesità, il fumo. Entrambi i centri hanno quindi indicato alle donne le principali accortezze da prendere per cercare di non ammalarsi di tumore: non mangiare cibi grassi, fare attività fisica, non fumare, insomma: avere uno stile di vita sano.

Tutto questo è corretto e sicuramente ha un certo peso nella vita sociale, ma non basta. Bisogna rendere la donna veramente consapevole di cosa significa ammalarsi di tumore e bisogna partire dalle più giovani: un’adolescente diventerà una madre da cui i figli e le generazioni future impareranno a vivere e comportarsi ed è perciò necessario che comprenda l’importanza del suo ruolo. Inoltre, uno dei punti più delicati che ruotano intorno al tumore al seno è l’ipotetica perdita di femminilità della donna. Per eliminare questa malattia, fisicamente e psicologicamente, una donna ha bisogno di tutto il sostegno possibile da parte del marito, dei figli e dell’intera società.

Sono davvero da apprezzare tutti coloro che sentono con forza il dovere morale di sensibilizzare la società verso la prevenzione del tumore al seno e bisogna sperare che gli enti di ricerca riescano a fare passi in avanti per sconfiggere del tutto questo terribile male.

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Roberta Papaleo

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