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Cambiamenti nelle dinamiche del caos in Siria

Zoom 5 dic SiriaDi Nasr al-Majali. Elaph (04/12/13). Traduzione e sintesi di Alessandra Cimarosti.

In un momento in cui la Siria è vista come un potenziale rischio terrorista, l’Occidente la guarda da vicino e analizza le strategie proposte da Selim Idriss, riguardati l’utilizzo dell’Esercito Libero per combattere al fianco del regime contro al-Qaeda.

Nelle dichiarazioni del Capo di Stato Maggiore dell’Esercito Libero, che ha annunciato uno scontro aperto da parte dell’ESL contro la crescente influenza dei gruppi jihadisti, l’Occidente vede un cambiamento delle dinamiche del caos della guerra civile siriana.

Il giornale londinese The Times ha scritto “I ribelli siriani offrono le proprie forze per sconfiggere al-Qaeda” e ha riportato le dichiarazioni di Idriss, secondo il quale nel campo di battaglia siriano ci sarebbero tre tendenze: il regime, i ribelli e i gruppi militanti legati ad al-Qaeda. Idriss ha dichiarato al Washington Post che il “Daash” (Stato Islamico dell’Iraq e dello Sham, gruppo affiliato ad al-Qaeda) sta cercando di assumere il “pieno controllo delle aree liberate” e che i suoi militanti “sono molto pericolosi per il futuro della Siria”. Ha poi aggiunto che quando Assad si dimetterà dal potere, le truppe saranno pronte ad unirsi all’esercito governativo contro di essi.

Secondo quanto riportato da The Times, in vista dei colloqui di pace a Ginevra, previsti per il prossimo mese, Idriss ha dichiarato che le dimissioni di Assad non sono più un prerequisito, ma possono anche seguire i negoziati. Inoltre, ha continuato affermando che la guerra ad al-Qaeda con il combattimento dei ribelli al fianco delle forze governative, avrà un ruolo importante nel post-Assad.

Un rapporto dell’intelligence dell’ESL ha riportato che lo Stato Islamico dell’Iraq e dello Sham  sostiene di avere circa 5.500 combattenti stranieri e la capacità di mobilitarne più di 20.000, tra i quali vi sono 14 tribù sunnite del nord-est siriano.

Secondo il giornale londinese The Indepentent, l’Occidente considera la Siria come un potenziale rischio di infiltrazione terrorista in Europa e negli Stati Uniti. The Independent inoltre aggiunge che l’Occidente deve evitare gli errori commessi in Iraq e Libia, dove l’esercito e le forze di sicurezza hanno rovesciato Saddam Hussein e Muammar Gheddafi, lasciando un vuoto del quale si sono approfittati i gruppi terroristi.

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Roberta Papaleo

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