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La biblioteca di Alessandria si apre al digitale

Di Issam Al-Said. Al-Hayat (06/04/2014). Traduzione e sintesi di Cristina Gulfi.

Nel corso della storia, la biblioteca di Alessandria ha svolto un ruolo molto importante nella divulgazione delle culture, sia antiche che moderne, ed ha sempre portato avanti la sua missione cercando di stare al passo con i tempi.

Più di recente, il progresso scientifico nel campo della tecnologia digitale ha aggiunto una nuova dimensione dalle potenzialità di sviluppo notevoli. Per questo, la biblioteca di Alessandria ha deciso di aprirsi all’editoria digitale, in modo da rendere disponibile il suo patrimonio ai ricercatori e agli appassionati di scienza e conoscenza. Tutti i settori della biblioteca sono stati coinvolti, ma il Centro di Calligrafia in particolare.

Oltre allo studio di varie discipline che riguardano la scrittura, l’istituto si occupa dell’organizzazione di mostre, conferenze e laboratori didattici. Inoltre realizza progetti di ricerca e pubblicazioni. Una delle più importanti è Abgadiyat, rivista scientifica che ora ha anche un sito internet dal quale è possibile accedere a diverse fonti sulla storia della scrittura. L’aggiornamento dei contenuti è affidato alla casa editrice Brill.

Nella convinzione che sia importante essere aggiornati sulle ultime scoperte e teorie, il Centro di Calligrafia sostiene un grande lavoro di traduzione arricchendo così il patrimonio libraio arabo con opere relative alla storia della scrittura, alle lingue morte, ai geroglifici, ecc. Al tempo stesso rivolge grande attenzione alla calligrafia araba, come dimostra la pubblicazione di diversi studi e progetti di ricerca, tra cui Fatimide Inscriptions and Writings on Architectural Monuments e Marvels of Arabic Calligraphy in the Al-Busiri Mosque.

Uno degli obiettivi principali consiste però nello studio della relazione tra tecnologie moderne e calligrafia. A tal fine sono stati lanciati diversi siti internet, come The Digital Library of Inscriptions and Calligraphies, archivio digitale di inscrizioni risalenti a varie epoche con tanto di immagini e didascalie. Il progetto raccoglie testimonianze scritte di molte civiltà antiche: egizi, arabi, persiani, turchi e greci. Il sito presenta addirittura una collezione del tesoro di Tutankhamun, il faraone più famoso nella storia dell’antico Egitto.

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Cristina Gulfi

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