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Assad: l’altra faccia dell’ISIS

L’opinione di al-Quds. Al-Quds al-Arabi (28/08/2014). Traduzione e sintesi di Caterina Ielo.

L’acquisizione di zone della striscia di confine con Israele da parte dell’opposizione siriana offre un’occasione e una prova nuova alla questione siriana frammentata su vari fronti.

Il bombardamento degli aerei siriani nei luoghi occupati dall’opposizione e adiacenti ai confini del Golan occupato da Israele è inaccettabile secondo l’accordo di armistizio siro-israeliano. Si dice che Israele abbia risposto al ferimento dei suoi due connazionali bombardando alcuni siti del regime siriano, ma sorge un interrogativo: come ha fatto Tel Aviv a permettere agli aerei siriani di avvicinarsi ai confini senza lanciare i campanelli d’allarme e senza avvertire precedentemente la leadership siriana dell’attacco?

Del resto, i confini siriani in direzione di Israele, che sarebbero teoricamente chiusi, non sono considerati una grande perdita per il regime, così come alcuni valichi di frontiera con la Turchia che sono stati disastrati; stessa cosa per i vari punti di accesso all’Iraq. Dopo la conquista dei jihadisti dell’aeroporto militare di Tabaqa, che ha permesso all’ISIS di prendere il potere su un intero governatorato della Siria, l’attenzione è ora rivolta alla presa di un altro aeroporto, quello di Deir ez-Zour, che farebbe sì che i confini iracheno-siriani escano completamente dal controllo del regime.

Anche i confini della Siria col Libano sono esposti a grande tensione e nonostante le sconfitte subite dall’opposizione siriana nella zona di Kalamoon, l’area continua ad essere esposta a conflitti e attacchi tra l’opposizione e Hezbollah, in particolar modo; anche la strada che porta al Libano è esposta a rischi in vari punti. Per quanto concerne i confini con la Giordania, l’opposizione siriana è riuscita nella provincia di Daraa a impossessarsi dei passaggi verso la Giordania bloccando le strade principali per giungere al Paese.

L’erosione dei confini ufficiali del regime siriano va in parallelo con le grandi scosse geopolitiche della regione che sono sul punto di devastare tutti i confini che separano i vari Paesi arabi e rappresenta la rapida diffusione dello Stato Islamico in ampie zone della Siria e dell’Iraq che ha portato ad un profondo cambiamento di priorità e programmi a livello arabo e internazionale. La carta dell’estremismo sunnita è stata utilizzata dal regime siriano con grande brutalità non comprendendo che la situazione è divenuta più grande della Siria stessa; il regime ha risvegliato i risentimenti dei sunniti che non sono riusciti in tutti i modi a guadagnare l’attenzione del mondo, trasformandosi così in un mostro spietato pronto ad emergere.

Così, Assad è finito per essere considerato da gran parte del mondo come l’altra faccia della medaglia dell’ISIS: non si può eliminare il terrorismo se non si eliminano le sue cause principali, dunque è anche Assad, e non solo l’ISIS, da inserire nella liste delle priorità.

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Roberta Papaleo

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