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Ashura: una festa e un dolce che uniscono diverse comunità religiose

Di Ekrem Buğra Ekinci. Daily Sabah (23/10/2015). Traduzione e sintesi di Roberta Papaleo.

Ci sono giorni in cui sono accaduti fatti che hanno segnato la storia. La Ashura, il 10° giorno del mese di Muharram, primo mese del calendario islamico, è uno di quei giorni. Ashura significa ‘decimo’ nelle lingue semitiche e anche il dolce che viene tradizionalmente preparato in questo giorno prende lo stesso nome. Oggi, 23 ottobre 2015, è il giorno della Ashura.

Le fonti islamiche raccontano questo giorno come quello in cui i Profeti furono alleviati dalle loro sofferenze. Si dice che ne giorno di Ashura Dio perdonò Adamo, l’arca di Noè si arenò, Giona uscì dalla pancia della balena, Abramo sopravvisse al fuoco di re Nemrut, Idris ascese al cielo, Giacobbe riacquistò la vista quando si riunì a suo figlio Giuseppe, Giuseppe uscì dal pozzo,Giobbe guarì dalla malattia, Mosè attraversò il Mar Rosso, Gesù rinacque e ascese al cielo. Quindi, il giorno di Ashura è molto importante per l’islam.

Quando il profeta Muhammad era a Medina, vide gli ebrei digiunare. Chiese la ragione del loro digiuno e risposero: “Dio ha salvato gli israeliti dai loro nemici, oggi. Per ringraziarlo, Mosè digiunò quel giorno”. Dopo la risposta, Mohammad disse: “Sono degno di fare la stessa cosa che il mio fratello Mosè ha fatto”, e digiunò. Finché il digiuno non è diventato obbligatorio durante il mese di Ramadan, i musulmani lo praticavano in questo giorno. Più tardi, il digiuno del giorno di Ashura diventò una pratica sunnita.

La Ashura è anche il giorno in cui il nipote del Profeta, Hussein ibn Ali, fu ucciso a Karbala mentre si dirigeva in Iraq dalle forze del governo che temevano stesse tramando una ribellione. Gli iracheni osservarono il lutto per Ali il giorno della Ashura. Questa tradizione è ancora viva fra gli sciiti di Iran e Iraq, anche se il lutto non fa parte dell’islam. Se fosse stato così, i musulmani avrebbero osservato il lutto anche per il profeta Muhammad. In questo giorno, gli sciiti celebrano cerimonie in cui le persone si flagellano e sanguinano nel dolore del lutto.

Nella società ottomana, ogni dolce è abbinato a un giorno preciso. Una delle tradizioni del 10° giorno di Muharram è preparare la ashura. Secondo una legenda, i sopravvissuti dell’arca di Noè mischiarono dei cereali e della frutta secca rimasti nella stiva e cucinarono questo dolce. Quindi, ogni comunità cucina la ashura in modo simile.

Si cerca di mischiare almeno 7 ingredienti diversi. Una volta preparato, il dolce viene portato ai vicini, almeno in 7 case. Si crede che alcuni numeri, come il 7 – numero primo, abbiano un significato speciale. Una settimana ha 7 giorni e si crede che terra, paradiso e inferno abbiano 7 livelli. Durante il hajj, i pellegrini compiono 7 giri attorno alla Kaaba e tirano 7 sassi contro la pietra del diavolo.

Cucinare la ashura non fa parte dell’islam, ma è tradizione. In questo giorno, i musulmani osservano la tradizione di cucinare il dolce, perché il profeta Muhammad disse: “Coloro che mostrano abbondanza ai loro figli nel giorno di Ashura, avranno abbondanza per tutto l’anno”. Ecco perché la ashura ha tanti diversi ingredienti.

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Ekrem Buğra Ekinci è uno studioso turco. È professore di Storia del diritto turco e di Diritto islamico.

I punti di vista e le opinioni espressi in questa pubblicazione sono di esclusiva responsabilità degli autori e non riflettono necessariamente il punto di vista di Arabpress.eu

Roberta Papaleo

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