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L’arabismo: fonte di delusione e di regimi ostili

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Di Talal Salman. As-Safir (29/06/2016). Traduzione e sintesi di Laura Cassata.

Le relazioni tra gli arabi non sono sempre state fraterne e dominate dal sentimento condiviso di un destino comune. I confini tracciati dai colonizzatori hanno impedito la fratellanza tra i popoli, seminando sentimenti di ostilità reciproca.

Gli arabi vivono, oggigiorno, una situazione di schizofrenia e alcuni di essi pagano le conseguenze per aver rinnegato il loro arabismo. C’è chi lo considera come un’eredità del passato, altri credono che sia un’invenzione dell’Occidente cristiano e altri ancora lo additano come il responsabile della condizione attuale degli arabi.

Il Mashreq è il luogo in cui l’arabismo ha perso il suo valore affettivo per trasformarsi in una teoria usata dai partiti politici per raggiungere il potere, come nel caso del partito socialista Baath in Siria prima e in Iraq e Yemen dopo. È anche vero, però, che questi partiti hanno combattuto politicamente per le strade, rifiutando la dominazione straniera e chiedendo di affrontare Israele per liberare la Palestina.

È passato molto tempo prima che i leader si accorgessero del grado di correlazione tra due eventi: la sconfitta in Palestina e i progetti dell’Occidente circa il controllo dei giacimenti petroliferi in tutto il Bilad as-Sham. Infatti, nel 1916 con gli accordi Sykes-Picot, Francia e Gran Bretagna si spartivano il Mashreq arabo e solo un anno dopo, sulla base della Dichiarazione di Balfour, la Palestina veniva ceduta al movimento sionista. I colpi di stato militare, che molti paesi arabi hanno vissuto negli anni seguenti, rappresentavano una risposta diretta allo scandalo dell’incapacità di affrontare il progetto d’Israele.

Le forze del colonialismo, vecchio e nuovo, sono state in grado di giocare sulle divisioni tra i regimi arabi, annullando il risultato storico dell’arabismo: un sogno che le masse hanno dovuto metter da parte in attesa di un leader che sia in grado di realizzare quell’unità. Ciò ha richiesto all’Europa lunghi periodi di guerre tra religioni e sette, fino al raggiungimento dell’idea di “etnia” che darà vita agli Stati attuali, i cui confini sono stati disegnati col sangue e nell’oscurità. Gli arabi, invece, si muovevano sotto i riflettori, ostacolati dai loro regimi che considerano i sogni del popolo come un pericolo per la loro esistenza e così li combattono, dichiarandoli incompatibili con la nostra era.

Il fanatismo settario, etnico e regionale è stato mobilitato per colpire l’arabismo sul nascere, impedendogli di invadere i circuiti politici, con l’alibi che ostacola la nascita degli Stati moderni.

Così il sogno di una terra araba rimane sospeso in cielo, in attesa di qualcuno capace di realizzarlo. Intanto, i regimi collaborano con l’Occidente, gli Stati Uniti e Israele per distruggere quel sogno prima che si realizzi con la forza necessaria a creare un domani migliore.

Talal Salman è un giornalista libanese, fondatore del quotidiano As-Safir.

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