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Arabia Saudita–Regno Unito: realpolitik o avido nichilismo?

Di Shane Croucher. International Business Time (27/10/2015). Traduzione e sintesi di Viviana Schiavo

L’Arabia Saudita ha lanciato una minaccia velata all’establishment britannico in mezzo a una crescente preoccupazione per l’ignobile record sui diritti umani dello Stato arabo. L’ultima ondata di critiche della Gran Bretagna verso l’Arabia Saudita si è accesa dopo che è emerso che un uomo saudita di 21 anni, Ali Mohammed al-Nimr, ha affrontato la decapitazione e la crocifissione in pubblico. All’età di 17 anni, Ali è stato torturato al fine di confessare accuse inventate dopo aver partecipato ad una protesta. Simile a quello di al-Nimri è il caso di un anziano britannico che viveva in Arabia Saudita e che è stato imprigionato perché produceva la sua birra in casa. Karl Andree, 74 anni, sta scontando una condanna in carcere dall’agosto del 2014 e, nonostante la sua salute instabile, le autorità saudite hanno aggiunto 350 frustate alla sua condanna, scatenando nuove proteste in Gran Bretagna.

La giustizia saudita è di un barbarismo lurido e medievale. Fino a poco tempo fa, era una di quelle che eravamo felici di mungere per soldi. Il regime saudita non è felice di queste nuove critiche. “Nelle ultime settimane, c’è stato un cambio allarmante nel modo in cui si parla dell’Arabia Saudita in Gran Bretagna,” ha scritto sul Telegraph Mohammed bin Nawaf Abdulaziz, ambasciatore saudita a Londra. “L’importanza dell’Arabia Saudita per il Regno Unito e per la sicurezza del Medioriente, così come il suo ruolo vitale nel più ampio mondo arabo come epicentro dell’Islam, dovrebbe essere preoccupante per tutti quelli che non vogliono assistere a ripercussioni potenzialmente serie che potrebbero danneggiare la partnership vantaggiosa di cui i nostri paesi hanno goduto così a lungo”. In poche parole: tacete su come gestiamo le cose a Riyadh – le decapitazioni, le torture, gli abusi dei diritti civili, etc. – o terremo i soldi che provengono dal nostro petrolio e li elargiremo altrove.

Ma quanto vale la relazione con l’Arabia Saudita per il Regno Unito? Secondo Abdulaziz, 50.000 lavori in Arabia Saudita e nel Regno Unito sono supportati dalla relazione commerciale tra i due Paesi. E aggiunge che 90 miliardi di sterline di privati sauditi sono investiti nell’economia del Regno Unito e nelle sue compagnie, aiutando la crescita e l’impiego. Il Regno Unito esporta molto in Arabia Saudita, soprattutto armi e prodotti per la difesa. Nel 2014, il valore delle esportazioni britanniche in Arabia Saudita è stato di 4,17 miliardi di sterline. Il Regno Unito importa anche dal Paese arabo, ma meno di quanto esporta. Nel 2014 la Gran Bretagna ha importato 2 miliardi di beni e servizi dai sauditi. Dal momento che la società saudita cresce e diventa sempre più ricca, ci sono molte opportunità di capitalizzare per le imprese britanniche, in infrastrutture, educazione, sanità. E potrebbero ottenere una preferenza speciale se le relazioni restano speciali. I sauditi pompano soldi dentro Londra. Alcuni finiscono nelle più care Londra centrale e ovest, come Knightsbridge. Altri sono spesi nei quartieri dello shopping di lusso.

Più dei benefici economici, il governo insiste sui benefici in termini di sicurezza. David Cameron, in un’intervista per Channel 4 news, ha dichiarato di poter pensare ad almeno un complotto per attaccare la Gran Bretagna sventato grazie all’intelligence saudita. I sauditi, insiste, sono un alleato importante nel Medioriente nella lotta al terrorismo, un alleato fondamentale per la salvaguardia dei cittadini britannici. Ma mentre l’Arabia Saudita condivide la sua intelligence con il Regno Unito, alcuni dei suoi cittadini stanno condividendo la loro ricchezza con i terroristi, soprattutto lo Stato Islamico. Secondo una nota del Washington Institute thinktank “oggi i cittadini sauditi continuano a rappresentare una fonte di finanziamento per i gruppi sunniti che operano in Siria, tra cui Daesh.

C’è una domanda da farsi in tutto questo: quando il compromesso sui valori britannici è troppo? Dovremmo avere una visione utilitaria e incassare, anche se questo significa aiutare a legittimare un regime anti-democratico e repressivo che è opposto ai nostri valori? Ma c’è la realpolitik e poi c’è il nichilismo. È una linea sottile, spesso tracciata maldestramente dal governo britannico, felice di abbandonare i principi liberali democratici per il giusto prezzo.

Shane Croucher scrive per International Business Time.

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Viviana Schiavo

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