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Arabia Saudita: poeta palestinese condannato a morte

(Agenzie).  Il poeta di origine palestinese Ashraf Fayadh, è stato condannato a morte da un tribunale dell’Arabia Saudita con l’accusa di aver promosso l’ateismo con le poesie della sua raccolta “Le istruzioni sono all’interno” , di aver avuto relazioni illecite, di aver mancato di rispetto al profeta Maometto e di aver minacciato la moralità saudita.

Fayadh, membro chiave dell’organizzazione britannico-saudita Edge of Arabia, era stato originariamente condannato nel Maggio 2014  a quattro anni di prigione e 800 frustate dal Tribunale di Abha, una città nel sud-ovest del regno ultraconservatore.

Il poeta non potrebbe chiedere la difesa di un avvocato in quanto, dal momento del suo arresto non è più in possesso dei suoi documenti di identità.

 

 


Silvia Di Cesare

3 Commenti

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  • E’ vergognoso che l’Europa e gli Stati Uniti possano appoggiare questi trogloditi tiranni dei regnanti sauditi,finanziatori dei terroristi.

  • E’ vergognoso che l’Europa e gli Stati Uniti possano appoggiare questi trogloditi tiranni dei regnanti sauditi,finanziatori dei terroristi.

  • La notizia del poeta condannato per aver espresso il proprio pensiero e, sopratutto, perchè rifugiato Palestinese, ancora non fà scalpore in occidente, forse perchè l’arabia saudita è “molto amica” della Nato, degli USA e di israele, a differenza del “caso Sakineh in Iran per le cui “bufale” tutto il “mondo libero” si era commosso condannando a priori la repubblica Islamica, che invece con le sue leggi garantiste (4 gradi di giudizio ed il perdono dei familiari del marito brutalmente assassinato con la complicità dell’amante) le ha salvato la pelle.
    Dove sono adesso i finti umanitari pilotati da USraele?