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Ancora una volta la questione di Ceuta e Melilla

Di Mohammed El-Ashab. Al-Hayat (04/10/2012). Traduzione e sintesi di Cristina Gulfi

Quando Marocco e Spagna si convinsero che la strada migliore per mettere fine all’influenza militare e amministrativa di Madrid nel Sahara Occidentale era quella dei negoziati, l’allora Primo Ministro Arias Navarro cercò una soluzione che risparmiasse ai due Paesi un potenziale confronto militare. Dal canto loro, i marocchini capirono che i soldati spagnoli non avrebbero mai sparato contro dei civili disarmati. La Marcia Verde raggiunse così il suo scopo, segnando l’inizio di una serie di negoziati che portarono agli Accordi di Madrid.

Nel corso di incontri ufficiali, la disputa sulla sovranità delle città occupate di Ceuta e Melilla, ad oggi, non è mai stata tirata in ballo dai marocchini mentre gli spagnoli si sono limitati ad inserire la questione nell’ordine del giorno. Ma i leader del Partito Popolare sanno bene che ogni volta che un ufficiale spagnolo va a Ceuta e Melilla, per i marocchini è una forma di provocazione e una violazione del Trattato di Amicizia e Buon Vicinato.

La Spagna è preoccupata per le ripercussioni della crisi economica, da cui sta cercando di uscire attraverso misure di austerità, imposte dall’UE, e sbarazzandosi di inutili fardelli. Di sicuro otterrà il supporto del Marocco, anche se simbolico, per il rinnovo dell’accordo sulla pesca costiera, unico modo per alleviare i timori dei pescatori andalusi.

I due Paesi si muovono in una direzione incoraggiante, quella della cooperazione, che non può che essere rafforzata dalla volontà comune di porre fine alla questione dell’occupazione delle due città, residuo del colonialismo. Ceuta e Melilla non sono come prima: il loro assetto demografico è cambiato, non ci sono più necessità strategiche di difendere le due città, specie dopo il crollo del blocco sovietico e la loro incorporazione nell’area Schengen favorisce l’immigrazione illegale.

Verrà il momento in cui la Spagna capirà che la scelta di ritirarsi, preservando i propri interessi economici e commerciali, vale di più che sostenere un peso militare e finanziario. Ogni volta che il Partito Popolare torna al potere, la questione delle due città occupate riemerge. Una delle conseguenze è che Spagna e Marocco non hanno ancora definito i rispettivi confini marittimi.


Cristina Gulfi

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