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Amnesty International accusa Israele per l’uccisione di civili palestinesi

Elaph (27/02/2014). Traduzione e sintesi di Maryem Zayr.

In un rapporto pubblicato giovedì 27 febbraio, Amnesty International ha dichiarato che, dal gennaio 2011, sono 45 i palestinesi uccisi e altri migliaia feriti in seguito ad attacchi da parte dell’esercito israeliano nei territori occupati in Cisgiordania, sottolineando che quei civili “non rappresentavano alcuna minaccia per i soldati israeliani”.

L’organizzazione per la difesa dei diritti umani con sede a Londra, ha aggiunto che “le forze israeliane non hanno alcun rispetto per la vita umana: hanno ucciso senza pietà decine di civili palestinesi, tra cui bambini, in Cisgiordania negli ultimi tre anni, senza essere condannati né puniti per tali crimine”.

Philip Luther, direttore del programma per Medio Oriente e Nord Africa di Amnesty International, ha sottolineato che “il rapporto pubblicato dall’organizzazione umanitaria fornisce prove riguardanti gli inspiegabili massacri, sempre più crescenti, di civili palestinesi per mano delle forze israeliane in Cisgiordania, accusando il governo israeliano della mancata osservanza di un’indagine indipendente in conformità con gli standard internazionali, facilitando così la “impunità” delle sue forze nei confronti dei palestinesi”.

Amnesty International ha dunque esortato Israele ad aprire un’inchiesta con indagini, eseguite in modo chiaro ed imparziale, per tutti i casi di civili palestinesi che sono stati uccisi o gravemente feriti a causa delle azioni condotte dalle forze israeliane. Il rapporto si conclude dichiarando: “L’esercito israeliano agisce contro con gli standard etici e professionali e gli eccessi e le atrocità compiute dai soldati sono oggetto di inchieste e sanzioni appropriate”. Inoltre, l’organizzazione ha invitato gli Stati Uniti, l’Unione europea e il resto della comunità internazionale a sospendere la fornitura di armi in Israele.

Come risposta a questo rapporto, l’esercito israeliano ha riferito in una dichiarazione che “Amnesty International non ha chiara la grave situazione e gli scontri avventi in Giudea e Samaria (Cisgiordania) a causa dell’aumento degli attacchi da parte dei palestinesi con il lancio di pietre durante il 2013 che hanno provocato 132 feriti israeliani, oltre a 66 attacchi terroristici in tutta l’area”.

Da parte sua, il portavoce del ministero degli Esteri israeliano, Yigal Palmor, ha dichiarato: “Non è giusto che Amnesty emetta tale documento senza chiedere la possibilità di replica o commento da parte nostra in qualità di governo, per non parlare del fatto che siamo venuti a conoscenza del rapporto solo dopo 24 ore della sua pubblicazione”.

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Roberta Papaleo

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