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Alleanza del Golfo: un nuovo approccio per il CCG

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Nonostante tutte le sfide che il CCG ha dovuto affrontare dalla sua istituzione a oggi, l’annuncio da parte del primo segretario generale d’intraprendere un nuovo approccio fa pensare a una ripresa per i paesi del Golfo.

Di Salman Al-Dossary. Asharq Al-Awsat, (16/11/2017). Traduzione e sintesi di Veronica D’Agostino.

Il primo segretario generale del Consiglio di Cooperazione del Golfo (CCG), Abd Allah Bishara, durante la riunione strategica tenutasi ad Abu Dhabi, ha richiesto l’adozione di un nuovo approccio per il Consiglio nella sua fase successiva, poiché la linea intrapresa finora non è stata in grado di fronteggiare i pericoli e le sfide a cui è stata esposta la regione.

Infatti, se si vuole che questo sistema continui a sopravvivere, bisogna prediligere un approccio che sia utile e vantaggioso in primis per i popoli della regione e poi per i loro governi.

Nessuno vuole che questo Consiglio fallisca, come è successo ad esempio alla Lega degli Stati Arabi, ma a causa della crisi del Qatar, esso sta attraversando un’impasse senza precedenti che sta facendo emergere tutte le sue debolezze e fragilità. In questo contesto, è quindi necessario esigere l’unanimità in tutte le sue decisioni, sia grandi che piccole, ed essere consapevoli dei propri strumenti e delle proprie capacità.

Nonostante tutte le critiche, è giusto anche ricordare che il Consiglio ha portato a termine diversi obiettivi, come quello relativo alla creazione di un comando militare unificato, e prima ancora quello delle forze de “lo Scudo della Penisola”, risalente al 1982, oppure la nascita dell’unione monetaria del Golfo, con l’entrata in vigore dell’unione monetaria e dello statuto del Consiglio monetario dal 2010. Inoltre, la promozione di una zona di libero scambio, avvenuta tra il 1981 e il 1983, ha permesso la libera circolazione delle merci tra i paesi membri, eliminando le barriere doganali.

Tuttavia, in quegli stessi anni, il CCG ha dovuto fare i conti con l’espansione dell’Iran e di un progetto iraniano che ha rischiato di minacciare la sua unità e la sua aspirazione a un progetto unico del Golfo. In effetti, all’epoca dei fatti, poteva sembrare che il CCG costituisse più un progetto arabo nato per contrastare l’Iran, piuttosto che un progetto finalizzato allo cooperazione tra i paesi del Golfo.

A oggi però, questa teoria è stata superata e il CCG, guidato dall’Arabia Saudita insieme all’Emirati Arabi Uniti e al Bahrein, sta lavorando per affrontare la fase critica che la regione sta vivendo e ripartire con un nuovo approccio.

Salman Al-Dossary è un giornalista saudita ed ex redattore di Asharq Al-Awsat.

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I punti di vista e le opinioni espressi in questa pubblicazione sono di esclusiva responsabilità degli autori e non riflettono necessariamente il punto di vista di Arabpress.eu


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