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Algeria: Tratta Italia-Algeria, ma a che prezzo?

marocco algeriaEl-Watan (28/05/2013).Gli algerini residenti in Italia sognavano questo momento da decenni. Finalmente potranno, alla stregua dei loro concittadini francesi e spagnoli, tornare nel loro paese spendendo di meno e imbarcando la loro auto per trascorrere le loro sospirate vacanze in famiglia.

Il primo traghetto che sventola bandiera algerina, appartenente alla flotta dell’Azienda nazionale di trasporto marittimo dei viaggiatori (ENTMV), salperà dal porto di Annaba il 26 giugno prossimo con destinazione Civitavecchia (70km a Nord di Roma). Il giorno dopo, la stessa nave leverà l’ancora per tornare in Algeria. In seguito ci saranno altre quattro traversate: una a luglio, due ad agosto e un’ultima a settembre. Questo collegamento, il primo di questo genere dopo quello sperimentato nel 1980 tra Algeri e Napoli non è definitivo perché la ditta Algérie Ferries e le autorità portuali italiane dovranno analizzare il rendimento economico di questo progetto prima di renderlo permanente.

Si tratta quindi di una linea sperimentale che permetterà agli Algerini d’Italia, almeno per la prossima stagione estiva, di viaggiare senza vedere il loro portafoglio svuotato e la loro pazienza messa a dura prova. Questi ultimi sono penalizzati rispetto agli altri concittadini espatriati perché sono condannati a viaggiare usando l’aereo con Air Algérie o Alitalia, due compagnie che applicano entrambe costi elevati. Il sovraprezzo previsto nel caso di un bagaglio troppo pesante fa sì che il viaggio per tornare a casa diventi per questi Algerini un vero e proprio sacrificio economico, più costoso di un viaggio tutto compreso (albergo e vitto inclusi) con destinazione Marocco o Tunisia,  o anche città europee come Barcellona, Praga o Lisbona.

La comunità algerina che vive nella penisola non eccede i 40000 residenti e è composta da imprenditori, studenti, operai, lavoratori stagionali e le loro famiglie. Per la maggior parte di loro, il viaggio annuale o biannuale verso l’Algeria è una scelta sacra, che si realizza dopo un anno di risparmi. Più che un periodo di riposo è un’immersione nell’universo familiare e culturale della loro infanzia.

Le vere vacanze, in Algeria, in alberghi di lusso o nelle stazioni balneari, rimangono un miraggio. Oltre ai servizi deplorevoli, il personale scortese e le infrastrutture carenti, gli alberghi “decenti” sono inarrivabili. Spendendo lo stesso prezzo tanto vale recarsi in un paradiso esotico come le Maldive o lo Sri Lanka dove un hotel a cinque stelle costa meno caro e  offre molti più servizi raffinati e dove il personale, sempre sorridente e cordiale, vi fa sentire dei “re” e non dei “clienti che devono pagare il conto e per il resto tacere”.

Alessandra Cimarosti

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