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Algeria: Sonatrach alla sbarra

Liberté Algerie (15/02/2015). Traduzione e sintesi Carlotta Caldonazzo.

Presso il tribunale penale di Algeri è iniziato il processo denominato “Sonatrach 1”, con un dossier di 300 pagine e nomi illustri sul banco degli imputati.

Figure di spicco del gruppo Contel Funkwerk (nato dall’unione di Contel Algérie con la società tedesca Funkwerk Plettac) e di Saipem Algeria (società del gruppo Eni) e l’intera dirigenza della compagnia nazionale algerina per gli idrocarburi Sonatrach, compreso l’ex direttore generale Mohamed Meziane. Diversi i capi d’accusa, associazione a delinquere, corruzione, violazione delle leggi sul mercato, compensi illeciti, aumento ingiustificato dei prezzi, riciclaggio di denaro, abuso d’ufficio, appropriazione indebita di fondi pubblici. Il processo è frutto dei sei anni di indagini del Dipartimento informazioni e sicurezza (DRS, l’intelligence algerina), ma a saltare all’occhio è l’assenza di riferimenti all’ex ministro dell’energia e delle risorse minerarie algerino, Chakib Khelil.

Chakib Kelil
Chakib Kelil

Nel 2009 la polizia giudiziaria del DRS aveva aperto un’inchiesta su tre contratti siglati da Sonatrach mediante trattativa privata. Il primo con lo studio CAD per la ristrutturazione della sede di Sonatrach a Ghermoul, il secondo con Saipem Algeria per il gasdotto GK3 e il terzo con Contel Funkwerk per l’acquisto di apparecchiature di telesorveglianza e sicurezza. Quest’ultimo, dal valore di 11 miliardi di dinari, ha consentito la scoperta del giro di tangenti che aveva come fulcro l’imprenditore algerino El Smail Mohamed Reda, principale azionario di Contel Algérie. Nel 2004 Reda (che con la sua azienda Sopite aveva ottenuto notevoli successi nel campo dei sistemi di protezione elettronici) ha chiesto al suo amico Reda Meziane un incontro con suo padre Mohamed Meziane, appena nominato direttore di Sonatrach. Risultato, il giovane affarista firma un contratto con Sonatrach e fonda una nuova società, di diritto algerino ma per il 73% proprietà di Funkwerk, e inizia la vera scalata.

Vicende giudiziarie a parte, il processo che si è aperto ieri ad Algeri ha indubbia rilevanza politica. Anzitutto perché Sonatrach è il cuore dell’economia algerina. Come sottolinea un cablogramma del 2010 dell’allora ambasciatore Usa ad Algeri, l’affaire Sonatrach è l’ultimo di una serie di scandali riguardanti membri del governo algerino e imprese legate allo stato. Quindi è probabile che rifletta conflitti interni, in particolare tra autorità militari e civili e tra esercito e intelligence. Si nota infatti che l’inchiesta è opera del DRS indipendentemente dal Ministero della Difesa cui dovrebbe far riferimento.

Inoltre i ministeri coinvolti sono tutti vicini al presidente Abdelaziz Bouteflika (quindi all’esercito), come quello di Chakib Khelil, detto il texano per la doppia cittadinanza algero-statunitense, che ha sempre smentito tutto malgrado esistano documenti che provano irrefutabilmente che era informato delle transazioni incriminate di Sonatrach.

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Carlotta Caldonazzo

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