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Algeria: parola d’ordine sicurezza energetica

El Watan (12/10/2012). Ogni anno in Algeria la domanda di energia elettrica aumenta del 12-13%, mentre per i carburanti l’aumento è stimato attorno al 20%. Per il ministro dell’energia e delle risorse minerarie Youcef Yousfi la necessità di garantire una risposta adeguata passa per la ricerca di nuovi giacimenti petroliferi (come quelli scoperti a Béchar, Tébessa e Tiaret), per le energie rinnovabili ma anche, “in un futuro lontano”, per il nucleare. Per un paese che importa la maggior parte dei generi alimentari destinati al mercato interno l’esportazione di petrolio e gas naturale è fondamentale, a prescindere dal mercato interno. La nuova legge sugli idrocarburi prevede dunque che la tassa sulla rendita petrolifera si applichi sul tasso di rendimento e non più sul volume d’affari. Quanto alle nuove trivellazioni, sono previste entro il biennio 2013-2014, mentre nel settore delle energie rinnovabili lo stabilimento fotovoltaico a Rouiba, parte del programma elaborato dal governo nel 2011, dovrebbe essere avviato entro il 2013. Altri progetti resi noti dal ministro riguardano una fabbrica di silicio, una stazione sperimentale a Ghardaia (per lo sviluppo di nuove tecnologie), sei impianti fotovoltaici, 16 “villaggi solari”, una stazione eolica ad Adrar e la centrale ibrida solare e a gas di Hassi R’mel inaugurata lo scorso anno.


Carlotta Caldonazzo

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