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Algeria: la controversa riforma costituzionale

Di Lyazid Guenifi. Al-Mesryoon (09/09/2015). Traduzione e sintesi di Omar Bonetti.

In Algeria la possibilità di una riforma costituzionale, promessa tre anni fa dal presidente Abdelaziz Bouteflika, ha fatto nuovamente capolino nel dibattito pubblico. Finora, infatti, le negoziazioni per la Costituzione, che sono state portate avanti da Abdel Bensalah, il numero due della politica algerina, non hanno portato ancora a nulla.

I negoziati hanno coinvolto fin da subito i partiti all’opposizione, ma il tentativo di Bensalah è fallito. Anche quanto il testimone è stato passato ad Ahmed Ouyahia, il presidente del Gabinetto, l’opposizione alleata all’intero del Coordinamento per le Libertà e la Transizione Democratica ha boicottato il processo. Da allora, il presidente si è dimostrato riluttante ad affrontare nuovamente la questione.

Vale la pena notare che, di tanto in tanto, hanno iniziato a girare indiscrezioni sul fatto che la bozza della Costituzione sia pronta e che i diritti richiesti dall’opposizione siano stati garantiti in essa. Se ciò fosse vero e si arrivasse al voto, sarebbe un passo storico dal punto di vista del diritto pubblico algerino, senza contare i miglioramenti nel campo dei diritti, della democrazia, del lavoro politico e sindacale.

In Algeria, secondo la legge, il potere di emendare la Costituzione è in mano soltanto al presidente, e questo punto non ha margine di discussione. Si discute, piuttosto, se il nuovo testo costituzionale debba essere adottato dal parlamento, la cui eleggibilità e legittimità sono dubbie, o per mezzo di un referendum popolare.

Oltre a ciò, risulta strano che la discussione e la controversia sulle negoziazioni sia nata all’interno della coalizione al potere, cioè, tra il primo ministro Abdul Malik Silal, sostenuto dal Fronte di Liberazione Nazionale, e Ouyahia, che è direttore anche del Rassemblement National Démocratique, fedele al Presidente.

In definitiva, in Algeria è stato perso tantissimo tempo cercando di redigere un testo costituzionale in grado di adattarsi alla posizione e allo status del Paese. Anche questa volta, però, sembra che il fallimento sia dietro l’angolo e che le contraddizioni e i dubbi sulla nuova Costituzione non esaudiranno le speranze dagli algerini.

Lyazid Guenifi è un giornalista algerino.

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Roberta Papaleo

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