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Algeria: c’è del marcio a Illizi

Tout sur l’Algérie (18/01/2012). Un comunicato di al-qaeda nel Maghreb islamico (Aqmi) pubblicato oggi ha gettato nuove ombre sul rapimento del governatore di Illizi Mohamed Laid Khelfi. Oltre agli interrogativi sul perché un gruppo armato di tre algerini avrebbe portato Khelfi in territorio libico, e sul perché, essendo algerini, questi tre siano ancora in mano alle autorità libiche (dopo essere stati catturati dai ribelli di Zentan) e il ministro dell’interno algerino Dahou Ould Kablia non ne abbia chiesto l’estradizione, escludendo peraltro la pista del terrorismo. Secondo Aqmi, che fra le righe ha rivendicato il rapimento, gli abitanti della regione di Debdeb protestano da più di un mese per chiedere la liberazione di un gruppo di concittadini condannati dal Tribunale di Algeri per sostegno al terrorismo. “La loro unica colpa”, si legge nel comunicato di Aqmi, “è di essere parenti del moujahid Abou Zeid” (l’emiro condannato al carcere a vita in contumacia per terrorismo e per il rapimento di turisti occidentali nel 2003). “Per sostenere la causa degli abitanti di Debdeb alcuni nostri fratelli sono riusciti a rapire il governatore di Illizi per esercitare pressioni sul regime algerino”, continua il comunicato. Aqmi ha chiesto al ministro della difesa libico di non estradare i “fratelli rapitori”, minacciando di interpretarne l’eventuale consegna come un “atto ostile” e ritenendolo responsabile di eventuali maltrattamenti.


Carlotta Caldonazzo

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