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Algeria: ancora violenza sulle donne impunita

(Agenzie). Continuano i casi di violenza contro le donne in Algeria che rimangono impuniti a causa della lentezza nella reazione delle autorità. È quanto accaduto alla giovane Chouchou, tassista algerina di 28 anni, la quale ha raccontato di come è stata aggredita e di quanto poco le autorità abbiano fatto per cercare di identificare e fermare l’aggressore.

Un uomo l’ha aggredita dal finestrino mentre era nel suo taxi, coprendola di pugni, senza alcun motivo apparente. Ma è il resto della testimonianza che ha del surreale. Chouchou racconta di come la polizia l’abbia tartassata immediatamente di domande, per poi dirle di aspettare al gendarmeria, l’unica autorità competente in questi casi, secondo i poliziotti. Anche la giovane vittima è perfettamente in grado di identificare il suo aggressore, la lentezza delle autorità gli ha ormai permesso di fuggire. Arrivata la gendarmeria, la loro indagine si è limitata a informarsi sulle generalità dell’aggressore.

Sui social network è il caos: all’unanimità, si fa appello affinché sia fatta giustizia. Purtroppo il caso di Chouchou non è l’unico: sono più di 7.300 i casi di violenza contro le donne registrati nei primi nove mesi del 2015 in Algeria, di cui la maggior parte sono costituiti da violenze fisiche. Potenzialmente, esiste già una legge che protegge le donne dalle violenze, ma è in attesa di essere votata dal Senato, il quale prende tempo sotto le pressioni degli islamisti-conservatori che vedono il progetto legislativo come una minaccia.

Roberta Papaleo

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