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Alfabetizzazione, la sfida del Marocco

Di Reda Mouhsine. TelQuel (18/10/12). Traduzione e sintesi di Alessandra Cimarosti.

Otto anni dopo l’avvio del programma di lotta contro l’analfabetismo, il 30% dei marocchini continua a non sapere né leggere né scrivere. Nella Casa dei giovani, nel quartiere di Bournazel, situato sulle alture di Casablanca, i corsi di alfabetizzazione non sono ancora ripresi. Ma i preparativi vanno a gonfie vele, l’inizio ufficiale è previsto tra pochi giorni. La maggior parte dei centri che ospitano i corsi di alfabetizzazione però, pensano che probabilmente bisognerà attendere novembre perché i corsi riprendano davvero.

Sono le donne ad essere le principali beneficiarie del programma. A quanto pare, in questo quartiere di Casablanca, molte strutture hanno smesso di fornire corsi di alfabetizzazione a causa di mancanza di iscritti. Secondo un professore della scuola Raguibi di Hay Moulay Rachid, molte donne scelgono di seguire i corsi delle moschee, più rassicuranti per i loro mariti, soprattutto nei quartieri più conservatori.

Rachid Rannan, direttore della Casa dei giovani di Bournazel spiega “nel 2009, abbiamo avuto 259 beneficiari, nel 2010 non più di 225 e l’anno scorso il numero dei beneficiari non ha superato i 200 iscritti”. Orgoglioso di essere un attivista nel campo della alfabetizzazione, si dispiace della bassa affluenza. Secondo lui, tutti sono responsabili: professori, beneficiari, Stato, ma anche le stesse associazioni. Queste ultime in particolare, pensa che giochino un ruolo nefasto. “Molte associazioni sono create dall’oggi al domani solamente per beneficiare delle sovvenzioni dell’Iniziativa Nazionale per lo Sviluppo Umano (INDH) e poi scompaiono”. Queste associazioni dunque, approfittandosi dell’assenza di controlli, riempirebbero le proprie “casse”, attendendo una manna di circa 400.000 dirham ogni anno. Per la sovvenzione basta riempire il modulo regolarmente rilasciato dall’INDH.

Un altro problema poi è costituito dall’orario dei corsi. Per molti, i corsi serali sarebbero un vero e proprio disincentivo per le donne. “E’ per questo che vorremmo che i corsi si facessero tra le 14.30 e le 17. Questo sistemerebbe tutto. I mariti e i figli non sono in casa in questi orari e i lavori domestici non si fanno solitamente in questo momento della giornata”, propone Rachid Rannan.

ElHabib Nadir, direttore del dipartimento dell’Alfabetizzazione e dell’istruzione non ufficiale afferma che la data d’inizio dei corsi dovrebbe coincidere con la Giornata ufficiale dell’Alfabetizzazione, il 13 ottobre. Nadir dichiara che è iniziata una grande campagna di sensibilizzazione dal 13 ottobre, di 40 giorni, con spot pubblicitari sui principali canali della televisione nazionale. 735.000 persone hanno seguito i corsi di alfabetizzazione nel 2011-12, cioè il 50% in più degli iscritti nelle varie università marocchine. Ma tra questi iscritti molti lo erano già l’anno precedente e questa cifra poi, non comprende coloro che vengono per la prima volta. Nadir afferma che “è il risultato di 8 anni di lavoro”. La strada da percorrere è ancora molto lunga però. Il tasso di analfabetismo rimane sotto la soglia del 30%, un’evoluzione certamente incoraggiante, ma non sufficiente. Il Marocco ha più analfabeti del Pakistan, della Mauritania, del Sudan… questo dimostra l’entità del lavoro da compiere.

All’indomani dell’indipendenza, il Marocco aveva più del 90% di analfabeti, situazione comune nei vari paesi colonizzati. Un mezzo secolo più tardi, le politiche marocchine hanno fallito nello sradicare l’analfabetismo. Un leader che avrebbe fatto scomparire questo fenomeno più rapidamente sarebbe stato sicuramente Mehdi Ben Barka. Molto prima dell’indipendenza, quando era solamente un professore di matematica, a partire dagli anni ’40, animava, delle associazioni popolari di alfabetizzazione, come scrive René Gallissot nel suo libro “Mehdi Ben Barka: dall’indipendenza marocchina alla Tricontinentale”. L’attivista terzomondista ricevette un premio da parte dell’UNESCO nel 1959. Nel 1958, Ben Barka scelse l’Educazione nazionale, al posto del prestigioso ministero degli Affari Esteri propostogli da Mohammed V.  A Ben Barka si deve la costruzione della famosa strada di ElWahda che collega il sud al nord; gli operai di cantiere erano pregati di seguire corsi di alfabetizzazione il pomeriggio, dopo aver lavorato durante la mattinata…


Alessandra Cimarosti

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