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Aleppo: l’ultimo capitolo?

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Dopo l’evacuazione della città di Aleppo, la Russia raccoglie i frutti del suo operato. Quali conseguenze per la regione?

Di Sawsan al-Sha‘er. Asharq al-Awsat (18/12/2016). Traduzione e sintesi di Marianna Barberio.

Dobbiamo riconoscere di non avere avuto altra alternativa se non quella di sostenere in modo limitato alcune fasi della crisi siriana, a seconda della direzione delle varie intese internazionali. Chi, invece, ha voltato le spalle agli stessi intrighi internazionali si trova ora a beneficiare della formazione di un nuovo sistema regionale.

In questo caso la Russia, che è intervenuta in Siria al momento giusto, assicurandosi il controllo della scena globale. Il suo intervento non ha avuto come scopo la lotta al terrorismo o la protezione di Assad, ma al contrario l’estensione dell’oleodotto fino a raggiungere il Mar Mediterraneo. Tutto ciò è stato evidenziato proprio durante l’evacuazione degli abitanti della città di Aleppo, che ha permesso alla Russia di estendere la propria influenza verso il Mediterraneo, lontano da qualsiasi protesta della comunità internazionale.

In un articolo apparso sul quotidiano francese Le Figaro, si legge che “i servizi segreti russi sono penetrati in Siria per ostacolare la costruzione di nuove basi militari da parte di Hezbollah e delle forze del regime, favorendo le proprie milizie le quali avevano iniziato ad istituire nuovi giacimenti nei pressi delle Alture del Golan”. Allo stesso tempo, la Russia ha impedito all’Iran di creare nuove basi in diverse aeree del paese, in vista della costruzione di nuove basi aeree russe nella zona di Akhtarin a nord est di Aleppo o di nuove piste per aerei da caccia e bombardieri e postazioni per batterie e missili anti-aerei avanzati.

Per di più, la Russia si è opposta al tentativo di espansione della Turchia intono alla città di Al-Bab, considerata la porta di accesso alla città di Aleppo, senza incontrare alcuna resistenza turca, preoccupata per la complicata situazione interna al Paese.

Intanto in Siria si delineano i tratti del nuovo regime internazionale sulle rovine delle città arabe di Baghdad, Tripoli, Sana’a, Damasco e Beirut. Un conflitto russo-iraniano si insinua sulle rovine siriane dove la parola è data alla Russia così come il controllo del cielo, mentre le sorti del “fantoccio Assad” dipendono dalla volontà di Mosca.

I russi sono stati molto più intelligenti degli americani. Infatti, mentre questi ultimi si sono ritirati dallo scenario internazionale, la Russia ha lasciato prima che tutti giocassero nell’arena siriana per poi intervenire e raccogliere i frutti.

È lecito allora chiedersi: “È questo l’ultimo capitolo o ci troviamo ancora all’ultima scena del primo?”. E ancora: “Che impatto avrà il conflitto russo-iraniano in territorio siriano sulla sicurezza del Paesi del Golfo in particolare o sugli Stati arabi – o almeno di ciò che ne rimane – in generale?”.

Sawsan al-Sha‘er è una scrittrice e giornalista del Bahrein.

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Redazione

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