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Aleppo e la fine dell’assedio

Aleppo Siria

Di Fatima Yassine. Al-Arabi al-Jadeed (09/08/2016). Traduzione e sintesi di Laura Formigari.

Nelle sue apparizioni televisive Hassan Nasrallah, il segretario generale di Hezbollah, continua a ribadire che Aleppo è in cima alle priorità del partito e, per conquistarla, ha radunato un gran numero di combattenti.

Dalla città siriana arrivano immagini di bambini che bruciano copertoni, a quanto si dice, per ostacolare i bombardamenti aerei russi e facilitare invece l’avanzata dei ribelli, rompendo così l’assedio su più di trecento mila abitanti che risiedono nelle zone fuori dal controllo di Assad. Nonostante il recente accordo tattico tra le forze di opposizione che si sono appropriate di tutti i mezzi di artiglieria e l’utilizzo simbolico dei bambini all’interno delle operazioni di liberazione, il messaggio è chiaro: i siriani non hanno più nulla da perdere.

Il presidente russo Vladimir Putin, nelle numerose riunioni con le leadership statunitensi e delle Nazioni Unite, ha aderito all’accordo per un cessate il fuoco e ha promesso di fare pressioni sul regime di Damasco affinché accolga una tregua sulla città siriana martoriata, negli ultimi mesi, dagli incessanti bombardamenti russi.

Da anni Aleppo soffre per una guerra ancora aperta che ha causato la distruzione delle sue meraviglie secolari e l’esodo di milioni di abitanti, ma ciò che è avvenuto negli ultimi mesi va oltre ogni immaginazione. La comunità internazionale si limita a esprimere preoccupazione e sdegno, accettando tacitamente le azioni di Assad e dei suoi alleati che hanno assediato ciò che rimane dei cittadini, invitando i militanti ad arrendersi. I canali satellitari mostrano compiaciuti video di ragazzi pentiti che, coprendosi il viso, si arrendono alle Forze di Difesa Nazionale.

Il regime ha aumentato le munizioni per motivare i suoi sostenitori ad Aleppo, ma anche l’opposizione si è sollevata per rompere l’assedio, passando al contrattacco. Le forze di Assad stanno retrocedendo dalle zone che erano sotto il loro controllo, così i ribelli si sono impossessati di una grande quantità di munizioni, liberando in un lampo il quartiere di Ramusa.

Forse Nasrallah abbasserà la voce e ritratterà le sue dichiarazioni sul sogno (infranto) di conquistare Aleppo. Dopo Ramusa le forze di opposizione si dirigeranno verso altri quartieri e verso la città di Khanaser, la più vicina a Daesh (ISIS) e canale di approvvigionamento per il regime; se questo venisse interrotto, si ridurrebbe la stretta sulla parte di Aleppo sotto il controllo di Assad e aumenterebbe la possibilità di far diventare la città l’asso nella manica del leader dell’opposizione Riad Hijab, durante i prossimi negoziati di Ginevra.

Per quanto riguarda le forze regionali invece, Recep Tayyip Erdogan, nell’atteso incontro con Putin, potrebbe apparire più forte di prima e probabilmente il dibattito tra i due leader intorno a una soluzione politica in Siria sarà di primaria importanza.

Fatima Yassine è una scrittrice siriana.

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