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Al-Jazeera vacilla nei paesi della “Primavera araba”

Al-JazeeraCourrier International (04/03/2013). Traduzione e sintesi di Angela Ilaria Antoniello.

Un rapporto su Al-Jazeera mostra un calo significativo degli ascolti nel 2012, in particolare nei paesi della “Primavera araba”, come Tunisia, Egitto e Libia. Tuttavia questo rapporto, di cui Lakom ha ottenuto una copia, ha sottolineato che l’emittente qatarina continua a occupare il primo posto davanti ai canali satellitari arabofoni della regione MENA (Medio Oriente e Nord Africa).

Il pubblico di Al-Jazeera è diminuito significativamente in particolare in Egitto, dove il canale privato ON TV oggi occupa una posizione di rilievo nel panorama dei media del Paese.

In Tunisia, il numero di spettatori di Al-Jazeera è passato da 950.000 nel gennaio 2012 a 200 000 nel dicembre 2012, calo dovuto al fatto che molti spettatori le preferiscono canali locali come Al-Watanya e Hanibaal. La stessa cosa è successa in Libia con la diffusione di Al-Hurra, il cui numero di spettatori – circa 800.000 – si avvicina a quello di Al-Jazeera.

In Marocco, il numero di telespettatori di Al-Jazeera nel dicembre 2012 era pari a 1,8 milioni, mentre nel mese di gennaio dello stesso anno aveva superato i 2,5 milioni. Resta però il principale canale satellitare arabo, precedendo Al-Arabiya, che non supera i 200.000 telespettatori, e France 24.

SkyNews in arabo si colloca in una posizione sfavorevole, trovandosi la maggior parte dei suoi spettatori negli Emirati Arabi Uniti e in Arabia Saudita. Il pubblico di France 24 è invece circoscritto ai paesi del Maghreb. Nel frattempo il canale Algerino Ennahar, sul suo territorio, inizia a superare Al-Jazeera e France 24.

I programmi più seguiti dell’emittente qatarina sono Hassad Al-Youm (La raccolta del giorno), il notiziario della sera e Al-Shari’a wal-Hayat (la Sharia e la vita; programma condotto dal predicatore Youssef Al-Qaradawi che si occupa delle relazioni tra l’Islam e la società contemporanea).

Per spiegare questo declino possono essere avanzate due ipotesi: la prima è l’ampliamento del margine di libertà nei paesi che hanno sperimentato la “Primavera araba” e dove le emittenti locali godono oggi di uno spazio di manovra maggiore persino di Al-Jazeera. In effetti alcuni manifestanti egiziani hanno recentemente tentato di appiccare il fuoco alla sede dell’emittente al Cairo (ma già nel novembre del 2012 i manifestanti avevano attaccato la sede di Al-Jazeera al Cairo accusandola di essere parziale). La seconda è la qualità della copertura della rivoluzione siriana da parte di  Al-Jazeera che non è riuscita a separare la sua linea editoriale dall’agenda politica dello Stato del Qatar nonostante si consideri indipendente.


Ilaria Antoniello

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