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Al-Azhar e Islam al-Behairy

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La decisione presa dal grande Imam, Muhammad Ahmed Al-Tayyeb, di dimettere dal suo incarico il presidente dell’Università, Ahmed Hosni Taha, riflette pienamente lo spirito generale di Al-Azhar

Di Mohammed Barhuma. (11/05/2017) Al-Hayat. Traduzione e sintesi di Veronica D’Agostino.

La visita di Papa Francesco in Egitto ha smorzato i toni di biasimo e di critiche nate su Al-Azhar da parte di molti intellettuali, giornalisti e parlamentari egiziani. Tuttavia, l’accusa di apostasia fatta dal presidente dell’Università nei confronti del riformista Islam al-Behairy ha riacceso il dibattito interno e ha sollevato dubbi e incertezze su quale sia l’effettivo ruolo di Al-Azhar: rinnovare il dibattito religioso o limitarlo, adattarsi ai nuovi tempi o addirittura incoraggiare l’estremismo attraverso il monopolio del dibattito religioso.

La decisione presa dal grande imam, Muhammad Ahmed al-Tayyeb, di dimettere dal suo incarico il presidente dell’Università, Ahmed Hosni Taha, è avvenuta in breve tempo e ciò riflette pienamente lo spirito generale di Al-Azhar. Parlare di umiliazione delle religioni o di ribellione da quello che è conosciuto necessariamente come religione è soltanto una copertura per combattere la libertà di pensiero in ambito religioso e impedire di conseguenza ogni possibilità di rinnovo e interpretazione. Al-Behairy ha commentato la decisione dicendo che Taha lo ha accusato di apostasia, cosa che invece non ha fatto nei confronti di Daesh (ISIS): questa è una critica diretta ad Al-Azhar, dal momento che precedentemente l’imam aveva affermato che i membri di Daesh non possono credere in Dio. 

Terrorismo ed estremismo si nutrono d’ingiustizia, d’emarginazione, di disgregazione sociale, di corruzione nell’insegnamento, di dispotismo politico e di mancanza di giustizia, ma la cosa peggiore è che si nutrono anche delle interpretazioni violente ed estremiste dei testi religiosi. Per questo motivo, le società e le élite lavorano costantemente per se stesse e per il mondo al fine di rimuovere da tutti i testi religiosi ogni sospetto di incitamento alla violenza o all’odio, poiché è nell’interesse di tutti vivere una vita dignitosa.

Il mondo, però, è diventato meno empatico con le richieste di libertà e giustizia sulla base della religione e il sospetto di violenza ed estremismo uccide qualsiasi questione. Al-Behairy ha ripetuto queste parole: “Le ragioni che spingono un uomo a farsi esplodere sono puramente di tipo religioso”. Ha continuato, domandandosi: “La religione è questo?” e ha risposto: “No, è qualcosa di diverso. La religione non ha legami con la sua interpretazione umana, pertanto bisogna denunciare gli studiosi e gli interpreti e revisionare i testi religiosi poiché in essi si trovano interpretazioni e terminologia che possono portare un ragazzo a pensare che tutto il mondo sia miscredente e che per questo debba combatterlo”.

Il significato di queste parole fanno sì che la religione corretta cerca l’interpretazione corretta, ma in questo non c’è disprezzo per le altre religioni, piuttosto si cerca di fornire l’immagine di una religione contraria alla violenza, al supremazia e all’arretratezza e di riconoscere le fonti d’odio nella nostra storia. Tuttavia, sembra che gli strumenti dell’antica religione utilizzati per assolvere questo compito siano oggi diminuiti, mentre il mondo e la conoscenza umana siano molto più grandi: questa è la grande sfida che Al-Azhar deve affrontare, così come l’Islam contemporaneo.

Mohammed Barhuma è uno scrittore giordano.

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