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Ahmet Muhsin Tuzer: un “imam rock ‘n’ roll”

Zoom rock imamDi Mona Alami. Now Lebanon (20/12/2013). Traduzione e sintesi di Roberta Papaleo.

In un video su YouTube, filmato davanti un’imponente moschea, un uomo vestito con jeans bianchi e t-shirt canta appassionatamente in turco. Sembrerebbe un video rock qualsiasi, ma non lo è: oltre che cantante, Ahmet Muhsin Tuzer è anche un imam locale, il cui hobby ha provocato non pochi dibattiti in Turchia.

Con i suoi pantaloni stretti, il quarantaduenne Tuzer sembra più a suo agio sul palco che non all’interno della moschea di Pinarbasi dove, cinque volte al giorno, chiama alla preghiera.

Tuzer, i cui idoli sono Freddy Mercury, i Metallica, gli Iron Maiden e i Dire Straits, ha memorizzato il Corano all’età di quattro anni. “Ho studiato al liceo e, dopo il diploma, sono stato nominato imam”, spiega. La passione giovanile di Tuzer per la musica rock non è svanita quando è divenuto un uomo di fede. Al contrario, questo insolito imam ha deciso di unire le sue due passioni, quella per Dio e quella per la musica, già nel suo primo singolo dal titolo “Mevlaya Gel” (Vieni a Dio), che ha registrato più di 42.000 visualizzazioni da quando è apparso per la prima volta su YouTube. La sua band, i FiRock, ha continuato a seguire questa linea pubblicando altri video e il loro prossimo album, “Time of Change”, uscirà il mese prossimo.

La band ha suscitato parecchie polemiche con il suo concerto dello scorso agosto, nel quale Tuzer indossava il suo abito da imam sul palco. Mentre l’esibizione gli ha fatto guadagnare il soprannome di “imam rock ‘n’ roll”, ha anche provocato una reazione immediata: “Dopo il concerto, sono stato indagato dal Diyanet (il Dipartimento di Affari Religiosi)”, ha detto Tuzer. Tuttavia, non sono stati presi provvedimenti contro di lui e il Dipartimento non ha ancora reso pubblici gli esiti dell’indagine.

Tuzer non vede niente di male nella sua musica, sostenendo che piace ai giovani, agli intellettuali e alle persone di altri credi religiosi – o senza alcun credo. “La mia musica comprende tutto. Parla di Dio, della ricerca della propria identità, del misticismo: ogni essere e ogni cosa torna a Dio”, afferma.

Tuzer lamenta di non riuscire a capire la polemica che circonda la sua seconda professione, aggiungendo che la musica può aiutare a combattere gli stereotipi negativi sull’islam: “La gente vede le spaventosi immagini delle guerre regionali e si dimentica che l’islam è fatto di rispetto, tolleranza e amore per gli altri. La musica può cambiare questa percezione”.

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Roberta Papaleo

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