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Accesi dibattiti in Marocco sulla riforma del Codice penale

Marocco

Di Rachid al-Alawi. Al-Hayat (21/04/2015). Traduzione e sintesi di Ismahan Hassen.

campagna vs codice penale maroccoIn Marocco, il progetto di riforma del codice penale interno alla Mudawwana [o Codice di Statuto Personale, ndr] ha suscitato un acceso dibattito tra gli addetti ai lavori: giudici, avvocati,ricercatori, legislatori, associazioni. In riferimento ad alcuni punti, questo progetto ha visto nascere anche un movimento di opposizione trasversale che comprende persone di diverse generazioni con una campagna intitolata “il codice penale non passerà “. Questo movimento è stato preceduto da alcune associazioni per i diritti umani  e associazioni femministe che hanno avanzato delle proposte di riforma riguardanti la pena di morte e la regolamentazione dell’aborto, della libertà di pensiero e di espressione.

Il movimento marocchino per i diritti, formato da associazioni, fondazioni e organizzazioni umanitarie, ha combattuto a lungo per l’abolizione della pena di morte non credendo alle promesse dello stato, poiché i legislatori non hanno fatto nulla per cambiarla esattamente come  per l’intero penale.

Allo stesso modo,il movimento femminista ha lottato per la regolamentazione della legislazione sull’aborto, insistendo sul diritto di scelta della donna di proseguire o meno la gravidanza. In particolar modo, in riferimento a casi di violenza sessuale e di diffamazione da parte dei parenti e da parte di chi causa alla madre danni psicologici. La legge sull’aborto deve adeguarsi ai cambiamenti che sono stati a lungo negati dalle istituzioni giudiziarie.

Il nuovo progetto legislativo tende a preservare una visione profondamente tradizionale della società, che non tiene conto dei cambiamenti epocali né della cultura dei diritti umani. Il disegno di legge di riforma inoltre non conterrebbe un linguaggio giuridico, ma si presterebbe a più interpretazioni che sembrano favorire il potere politico ed economico di un’élite.

Nonostante ciò, il punto su cui i legislatori marocchini fanno forza per far passare l’approvazione di questo testo, è il fatto per cui questa volontà di presentare un nuovo progetto costituzionale sarebbe l’espressione di una “significativa evoluzione in termini di libertà e di rispetto dei diritti umani in Marocco”.

Sebbene alcune tematiche, come ad esempio “pene alternative” per ridurre il sovraffollamento carcerario, la criminalizzazione della tortura, del genocidio o traffico di esseri umani sono stati  accolti quasi unanimemente, il testo continua ad essere oggetto di polemiche soprattutto per ciò che riguarda tematiche di costume, oggetto di dispute all’interno della società.

Oltre alla legislazione sull’aborto, anche la discussione della regolamentazione per le relazioni sessuali al di fuori del matrimonio continua ad essere accuratamente evitata, anche se la pena detentiva è stata fissata ad un massimo di tre mesi ed al pagamento di una multa fino a quasi 2.000 euro.

Il Codice penale è il documento più importante dopo la Costituzione e deve rispecchierà il modo di vedere del Paese per almeno i prossimi 50 anni,  perciò è importante che esso non registri un restringimento nel campo delle libertà individuali, nonostante si possa ipotizzare che, così come concepito attualmente, esso possa rappresentare il parere di molti, se non la maggior parte dei 35 milioni di marocchini.

Rachid al-Alawi è giornalista per il quotidiano online Al-Hayat.

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Roberta Papaleo

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