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Abdellatif Laabi: “Voi avete la vostra religione, io la mia”

Abdellatif Laabi

laabi-abdellatif1di Abdelhak Najib. Maroc Hebdo (08/03/2013). Traduzione di Emanuela Barbieri.

Abdellatif Laabi è poeta, scrittore, uomo di teatro, traduttore e fondatore della rivista Souffles nel 1966. La sua recente uscita sulla religione musulmana e le libertà individuali di ognuno ha suscitato numerose questioni. Ecco le risposte dell’interessato.

La stampa le ha mosso critiche per la sua volontà, dopo la morte, essere sepolto senza alcun rito religioso. Può aggiungere qualcosa a riguardo?

Abdellatif Laabi: Sono già stato chiaro nel mio testo sulla “libertà di coscienza nella vita e di fronte alla morte”, pubblicato di recente sulla stampa marocchina. Ho dichiarato di essere favorevole al rito civile se questo è il desiderio di una persona distante dal credo religioso. Questa persona ha il diritto al rispetto delle sue ultime volontà. Coloro che hanno cercato di travisare il senso delle mie dichiarazioni sono schiavi dell’intolleranza. Praticano l’invettiva invece di accogliere il dibattito.

È stato anche accusato di ateismo e di negazione dell’islam. 

Abdellatif Laabi: Credo che la questione della fede o della non fede sia un affare privato. Ha a che fare con la coscienza di ciascuno. Non possiamo costringere qualcuno a diffonderlo sulla pubblica piazza. Lo stesso messaggio umanista dell’islam non insiste sul fatto che “non c’è costrizione in materia di religione”? Ancora, non ho chiaramente argomentato nel mio testo in favore di un islam riappropriato dei suoi valori di laicità e di democrazia?
Infatti, il vero problema è sapere di quale islam si sta parlando. Quello che ha permesso alla civilizzazione di far avanzare su scala universale il pensiero, la ricerca spirituale, le arti e le scienze, o quello in nome del quale certi illuminati distruggono i templi religiosi, bruciano preziosi manoscritti, tagliano le mani e lapidano le donne in pieno ventunesimo secolo? A questi ultimi, potrei dire a tutti gli effetti: voi avete la vostra religione, io ho la mia!

Che ne pensate oggi di tutti quei dibattiti sull’islam in Occidente?

Abdellatif Laabi: Il dibattito sull’islam in Occidente è viziato dalle paure legate al terrorismo e alle difficoltà che hanno le comunità musulmane di adattarsi alla cultura e al contratto sociale in vigore nei paesi d’adozione.
Detto questo, bisogna evitare generalizzazioni, perché c’è Occidente e Occidente. Non dimentichiamo che accanto ai pregiudizi di un certo razzismo ordinario, ci sono delle grandi aperture, un lavoro notevole sul patrimonio della civiltà islamica molto più rigoroso e dettagliato di quello che si è fatto da noi, o altrove.

Crede che l’islam sia una religione intollerante?

Abdellatif Laabi: È assurdo. Non ci sono religioni intolleranti per essenza. Al contrario, tra i praticanti di qualsiasi religione troviamo individui, correnti intolleranti che apportano un torto considerevole alla loro religione.

La sua compagna è cristiana di nascita, voi avete espresso il desiderio di condividere con lei lo stesso cimitero. È vero? Come questo può avvenire?

Abdellatif Laabi: È il mio desiderio più caro, e che tale desiderio sia esaudito nel mio paese al quale credo di aver donato tutto, tra i miei, nella terra che mi ha visto nascere. Come? Non lo so. Ma dovevo almeno porre la questione. Ora sta ai cittadini che hanno un po’ di stima in me, far sì che la mia ultima volontà sia onorata, anche se questa colpisce le loro abitudini di pensiero, le loro convinzioni.

Abbiamo notato che gli intellettuali arabi sono stati assenti dai dibattiti su questa acclamata Primavera araba. Perché un tale silenzio? Qual è la vostra posizione sul cambiamento che attraversano oggi alcuni regimi arabi?

Abdellatif Laabi: A quale silenzio vi riferite? Molti intellettuali non solo non hanno taciuto, ma hanno partecipato attivamente all’insurrezione delle coscienze a cui abbiamo assistito dall’inizio di quella che chiamiamo “Primavera araba”. Alcuni di loro, soprattutto in Siria e Tunisia, hanno pagato con la vita quest’impegno.  Consideriamo almeno ciò che hanno prodotto a riguardo nei differenti domini di riflessione e di creazione invece di incriminarli.
Quanto alle mutazioni che conoscono allo stato attuale le nostre società, penso, contrariamente al pessimismo dominante dei nostri tempi, che finiranno per sfociare in cambiamenti qualitativi verso un vero avanzamento democratico. Sarà necessariamente portato avanti per tappe, ma ciò che i nostri popoli hanno già acquisito è il senso della dignità ritrovata e il gusto della libertà, è il rifiuto assoluto per i regimi tirannici, qualunque sia la loro colorazione politica e ideologica.

Pensa che il Marocco sia un’eccezione nel mondo arabo?

Abdellatif Laabi: Perché, in cosa sarebbe un’eccezione? Le cause che hanno prodotto la “Primavera araba” altrove, sono assenti da noi? La sola eccezione che vorrei è che i cambiamenti a cui il nostro popolo aspira avvengano pacificamente. Ma questo dipenderà da molti fattori che tratterò più chiaramente nel mio nuovo libro intitolato: “Un autre Maroc” (“Un altro Marocco”, ndt), in uscita il mese prossimo.

 

 

 

http://www.maroc-hebdo.press.ma/index.php/component/content/article/54-derniers-minutes/4575-abdellatif-laabi-vous-avez-votre-religion-et-jai-la-mienne

 

Emanuela Barbieri

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