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A-WA: il beat di tre sorelle ebree di origine yemenita

Di Gaar Adams. Foreign Policy (05/05/2015). Traduzione e sintesi di Omar Bonetti.

“Habib Galbi” (Amore Del Mio Cuore) è una canzone melodica, popolare tra gli yemeniti. Ascoltando le tre sorelle Haim e guardandole recitare nel video musicale, si potrebbe pensare che quei passi di danza e quel tipo d’intonazione vocale possano arrivare direttamente dalla Penisola Arabica. Del resto, le cantanti intonano le parole in perfetto dialetto yemenita.

Si tratta di A-WA, un gruppo composto da tre sorelle israeliane ebree di origine yemenita. Il nome del gruppo è una traslitterazione stilizzata di Aywa (sì, yeah). In poco più di due mesi, A-Wa ha raccolto un grande successo grazie al proprio stile pop d’ispirazione folk. Tuttavia, quello che ha reso il debutto del gruppo così unico e trionfale non è soltanto il fermento creatosi in Israele.

In effetti, anche il mercato dei paesi arabi sembra aver subito il fascino delle tre sorelle. Pochi giorni dopo il debutto sulla rete, il video musicale di Habibi Galbi ha raggiunto la posizione di “Video del Giorno” sul sito Muslim Hipster. Analogamente sul canale di YouTube della band sono piovuti commenti d’apprezzamento da diversi Stati arabi come Yemen, Egitto, Libia ed Emirati Arabi.

Prima di A-WA, altre due cantanti israeliane (entrambe transessuali) hanno raggiunto le classifiche musicali dei paesi arabi, raggiungendo un discreto successo, come Dana International in Egitto e in Giordania verso la fine degli Anni ’90, e Aderet in Libano nel 2008. Le ragazze di A-WA, però, hanno preso come modello la grande dama dalla musica israeliana: Ofra Haza, anch’essa di origine yemenita.

Haza è stata, probabilmente, l’artista israeliana che meglio è riuscita a entrare nel mercato arabo della discografia. Haza, grazie alle esplorazioni musicali nella tradizione yemenita ebraica, quali l’album “Yemenite Songs”, pubblicato nel 1984, si è guadagnata nel tempo una notevole popolarità e una sorprendente ammirazione nel mondo arabo. In una delle sue ultime dichiarazioni, infatti, la cantante ha dichiarato: “Ricevo lettere dal Cairo, dal Kuwait, da Dubai, dalla Giordania e dalla Siria. È meraviglioso sapere che la musica non ha niente a che vedere con la politica. Noi musicisti non abbiamo il potere dei politici, ma abbiamo quello di unire i popoli.”

Tornando ad A-WA, il gruppo ora fa parte di una nuova generazione d’artisti che dichiarano la propria nazionalità israeliana e, al contempo, indagano e riconoscono la propria ascendenza “orientale” (mizrahi, in ebraico). Attraverso una combinazione linguistica, culturale e musicale, A-Wa sta cercando di costruire un ponte tra il mercato musicale israeliano e quello arabo.

Sulla strada di questo gruppo, però ci sono diverse incognite, come il boicottaggio economico e culturale e le pressioni istituzionali che si oppongono alla normalizzazione dei rapporti diplomatici. Ciononostante, come testimonia una fan yemenita di A-Wa: “Una band yemenita in Israele? Dimentichiamoci della politica. Un suono meraviglioso”, l’apprezzamento del pubblico è cresciuto soltanto grazie al potere della musica.

Gaar Adams è uno scrittore freelance, vive ad Abu Dhabi.

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Roberta Papaleo

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