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A Tangeri la Monna Lisa è marocchina!

Bab Merican è una delle porte d’ingresso della medina, quella che non a caso conduce al numero 8 della Zankat America (via America) e alla Delegazione Americana di Tangeri.

dichiarazione 1777
1777: Sidi Mohammed include “gli americani” tra i partner commerciali.

Dicembre 1777.

Attraverso i suoi rappresentanti a Tangeri, il Sultano Sidi Mohammed informa una serie di paesi “inclusi gli americani” che è possibile entrare in Marocco senza il pagamento di tasse o tariffe.

Con questa dichiarazione il Marocco è il primo paese a riconoscere gli Stati Uniti.

George Washington fonda la prima missione diplomatica in Marocco due anni dopo, nel dicembre 1797, quando è istituito il Consolato Americano a Tangeri con la speranza di assicurare il passaggio in sicurezza degli americani nello stretto.

Nel 1821 il Sultano del Marocco, Moulay Suleiman, concede agli Stati Uniti un palazzo nella medina di Tangeri,

come già aveva fatto per le altre missioni diplomatiche, al fine di incoraggiare gli accordi tra il Mendoub, rappresentante del Sultano assegnato a Tangeri, e le potenze straniere.

Gli Stati Uniti furono gli ultimi a ricevere “il dono” del Sultano e gli unici a essere presenti ancora oggi nello stesso sito.

Dal 1821 alla fine dei protettorati francese e spagnolo nel 1956, la Delegazione Americana di Tangeri ha servito la missione diplomatica degli Stati Uniti in Marocco. Con la fine dei protettorati nel 1956, le missioni diplomatiche straniere si trasferirono tutte a Rabat. Il palazzo della Delegazione Americana rimase Consolato Generale per 5 anni, prima di servire come scuola di lingua araba per diplomatici americani e come centro di formazione per i Peace Corps. Nel 1975 la sede era rimasta vuota e sarebbe stata venduta se non fosse stato per alcuni diplomatici americani in Marocco e a Washington che si sono mossi per difenderla e conservarla.

"Monna Lisa" del Marocco.
Zohra, James McBay, detta la “Monna Lisa” del Marocco.

 

Oggi il palazzo ospita il TALIM (Tangier American Legation for Moroccan Studies), il solo punto di riferimento storico e nazionale fuori dagli Stati Uniti e sede del Centro di Ricerca Oltremare dell’AIMS (American Institute for Maghreb Studies).

 

È qui che si nasconde Zohra, il ritratto di una giovane marocchina dipinto da James McBay, ormai noto come la “Monna Lisa del Marocco”. Il ritratto è solo una delle tante opere d’arte – dipinti, mappe o libri – donate da artisti, residenti e collezionisti alla Delegazione Americana di Tangeri.

Da non perdere!

 

 

 


Emanuela Barbieri

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