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Aggressioni e molestie sessuali in Europa: come se Daesh non bastasse

L’opinione di Al-Quds. Al-Quds al-Arabi (08/01/2016). Traduzione e sintesi di Sofia Carola Sammartano.

La polizia ha comunicato che, in numerosi paesi europei, sono state ricevute decine di denunce per aggressioni di molestie sessuali, casi di stupro e furti alle donne durante i festeggiamenti di Capodanno. Altre fonti hanno segnalato che alcuni degli accusati sono richiedenti asilo e appartengono ai paesi del Medio Oriente e del Nord Africa.

Da Colonia ad Amburgo e altre città tedesche, passando per Austria, Svizzera, Svezia e, infine, per la tranquilla e pacifica Finlandia nell’estremo nord Europa, si ripetevano le stesse versioni nelle denunce alla polizia: “Uomini dalla pelle scura o con tratti arabi e nord africani” circondavano le donne, le molestavano e, forse, le derubavano anche, approfittando dell’enorme presenza di persone durante i festeggiamenti.

Ben presto, le forze di sicurezza hanno collegato i crimini avvenuti in quei paesi con l’apertura dei confini ai richiedenti asilo. Ilkka Koskimaki, vicecapo della polizia, ha riferito che “questo tipo di aggressioni non si è verificato prima di Capodanno o in altre occasioni, è un fenomeno completamente nuovo a Helsinki”. Il portavoce del ministero degli Interni tedesco, da parte sua, ha riferito che la polizia sta indagando su 31 persone, di cui 2 sono tedeschi, 9 algerini, 8 marocchini, 5 iraniani, 4 siriani, 1 iracheno e 1 serbo.

Naturalmente, il risultato atteso di questi crimini, in termini di accelerazione delle procedure di espulsione, è arrivato senza indugio. La cancelliera Angela Merkel, che aveva deciso di accogliere un milione di rifugiati l’anno scorso, si è chiesta se “sia stato fatto tutto il possibile, in termini di procedure di espulsione, per inviare un messaggio chiaro a tutti coloro che non vogliono rispettare le nostre leggi”. Sembra che il partito socialdemocratico vada in questa direzione dopo che aveva mostrato prudenza riguardo l’inasprimento delle procedure di espulsione. Il suo capo Sigmar Gabriel ha riferito al giornale Bild: “Dobbiamo esaminare tutti i mezzi disponibili previsti dal diritto internazionale al fine di poter espellere i richiedenti asilo, che hanno commesso crimini, nel loro paese”.

Lo scorso 7 gennaio, il governo tedesco ha costretto il capo della polizia alle dimissioni, dopo le pesanti critiche per non avere agito rapidamente contro i molestatori. Quale piacevole notizia per i partiti di estrema destra in tutta Europa che chiedono: non è stato uno sbaglio aprire le frontiere? È possibile dire che ci sono arabi e musulmani che non conoscono il significato di valore o etica, il cui numero non supera le decine o centinaia, e questi danneggiano l’immagine di migliaia di rifugiati causando il loro ritorno all’inferno da cui sono fuggiti. Ma è possibile aggravare la sofferenza di milioni di musulmani che vivono già in Europa, come se gli effetti disastrosi dei crimini terroristici commessi da Daesh (ISIS), l’anno scorso, non fossero bastati. Con la diffusione della notizia di molestie sessuali sulle prime pagine dei maggiori quotidiani europei, la tradizionale sgradevole immagine si è inasprita: l’arabo selvaggio o barbaro che non vede nella donna più di uno “scopo sessuale costretto a godere”.

Se ovunque i musulmani si indignassero in merito a questi crimini, che costituiscono un insulto per loro e per l’Islam, gli effetti sarebbero di gran lunga superiori agli articoli banali di alcuni europei che non parlano la nostra lingua e non conoscono la nostra cultura, mischiano le notizie di attacchi terroristici orribili e molestie che si verificano per mano di persone affiliate all’Islam. Naturalmente, non si può giustificare l’estremismo di destra o l’islamofobia ma, allo stesso tempo, cosa ci aspettiamo da quegli europei che vedono la nostra immagine in mezzo a questa atmosfera avvelenata? E come farci distinguere tra moderati, estremisti e terroristi? Purtroppo la maggioranza dei musulmani è diventata vittima di qualche affiliato all’Islam, i quali però in realtà sono nemici dell’Islam e lo minacciano.

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Roberta Papaleo

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