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Matrimonio di un trio sconsacrato in Iraq

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Di Haifa Zangana. Al-Quds al-Arabi (07/12/2015). Traduzione e sintesi di Laura Giacobbo.

Il ministro della Difesa statunitense Ashton Carter ha annunciato, finalmente, che gli Stati Uniti invieranno forze speciali in Iraq  per raccogliere informazioni di intelligence, lanciare raid, liberare gli ostaggi e catturare i capi di Daesh (ISIS).  È una decisione che è stata presa in “coordinamento con il governo iracheno”. Il primo ministro iracheno Haidar al-Abadi, però, aveva fatto sapere, anticipatamente, che manca l’approvazione del governo di Baghdad per l’ingresso delle truppe americane.

In generale, questa non è la prima volta che l’America invia forze speciali supplementari per effettuare operazioni militari e di intelligence senza che il governo iracheno ne sia a conoscenza. Aggiungo ciò perché le forze di occupazione non hanno mai lasciato l’Iraq totalmente, ma sono rimaste presenti in diversi campi, pubblicamente o privatamente.

Con il ritiro di migliaia di truppe e la chiusura dei campi si è riuscito a ridurre il costo del materiale per occupazione militare, a evitare il rischio di vita dei loro soldati e, inoltre, ha portato al reclutamento della popolazione “nativa” del paese. Naturalmente, non è possibile applicare una tale politica in favore dell’occupante, senza la presenza di un governo collaborativo. Così l’America ha sostenuto il suo ruolo in Iraq, nella fase successiva al ritiro militare diretto, con l’incarico di attivare la politica di soft power, sulla base del ricatto.

Traboccano, ora, in superficie, le dichiarazioni contrastanti tra l’amministrazione USA e il governo di Abadi e la mobilitazione delle milizie che rappresentano l’Iran, che riflettono la tensione tra America e Iran.

Il perdente per eccellenza è l’Iraq. Esso ha visto, per esempio, un’escalation di attentati, in un momento in cui la Repubblica Islamica ha negoziato con il “Grande Satana” sul dossier nucleare. Dopo aver raggiunto un accordo nucleare, ha assistito a una relativa calma nelle sue città e ha raggiunto un tacito accordo su come evitare lo scontro tra le forze americane e le milizie iraniane.

Dove ci condurrà il matrimonio di interessi tra gli Stati Uniti e la milizia iraniana, la presenza di Daesh e il tentativo di divisione dell’Iraq? La risposta è posseduta dal popolo iracheno, dallo spirito nazionale, che ha resistito a lungo, nel corso dei secoli, a tutti i tipi di occupazione e di frammentazione. Questa resistenza è lo spirito che ci fa ben sperare, nonostante il buio intorno a noi.

Haifa Zangana è una scrittrice irachena.

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Roberta Papaleo

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